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Pescara, 15/05/2026
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Data: 30/01/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aree dismesse, la battaglia dei Comuni. Progetto di 22 sindaci per trasformare la costa in un grande corridoio verde

LANCIANO - Sono 22 i comuni della provincia di Chieti che hanno aderito al progetto "Ecovie", che punta a uno sviluppo e un'industria a impatto zero. In particolare, per il territorio frentano il gruppo "Ecovie" si batte per la difesa delle aree dismesse delle Ferrovie dello Stato lungo la costa adriatica e della Sangritana, tra Lanciano e San Vito, che «devono essere destinate a fini naturalistici e di turismo». Grande mobilitazione, attraverso convegni e dibatti che si susseguono in varie città, anche contro la realizzazione del Centro Oli di Ortona.
I Comuni che finora hanno sposato il progetto "turismo-natura" di Ecovie sono quelli di: Lanciano, Altino, Archi, Arielli, Atessa, Borrello, Casalbordino, Castelfrentano, Civitaluparella, Crecchio, Fallo, Fossacesia, Gamberale, Montenerodomo, Pizzoferrato, Quadri, Roio del Sangro, Rosello, San Vito Chetino, Sant'Eusanio del Sangro, Torino di Sangro e Treglio. L'adesione l'hanno portata sindaci e amministratori intervenuti all'assemblea promossa dal comune di Treglio e dal gruppo "Ecovie".
Favorevole anche il senatore del Pd Giovanni Legnini. «Sostengo con convinzione - dice - il progetto Ecovie. Gli enti locali, la Provincia, la Regione e il Parlamento Italiano stanno dimostrando sempre più il loro concreto interesse per uno sviluppo ecocompatibile del territorio. Un percorso ciclo- pedonale sul territorio frentano e lungo la costa teatina rappresenterebbe una formidabile leva di sviluppo e di qualificazione dell'offerta turistica e un modo per rendere sempre più vivibile il nostro territorio».
Per il tracciato dismesso della Sangritana, sulla linea ambientalista anche la presidente Loredana Di Lorenzo. «I vecchi binari - sottolinea - non si toccano perché possono benissimo essere utilizzati sia a fini turistici, con vagoni d'epoca trainati da una locomotiva a vapore, che a servizio di un grande parcheggio di interscambio all'uscita del casello della A-14, per evitare l'ingorgo di macchine che ogni giorno si registra lungo via per Treglio, verso Lanciano». L'idea, però, non piace a quanti vorrebbero che il tracciato dismesso venisse riconvertito come strada "direttissima" Lanciano-Autostrada.
Sul caso del Centro Oli di Ortona, il coordinatore del progetto Ecovie, Antonio Bianco, spiega: «La presenza di un distretto per la raffinazione del petrolio ad Ortona comprometterebbe la salute e l'economia del nostro territorio. L'Abruzzo ha ben altri numeri rispetto al petrolio e al cemento armato. Con le Ecovie valorizziamo il nostro patrimonio naturalistico e sosteniamo l'immagine del nostro territorio, favorendo non solo il turismo, ma anche l'agricoltura e il commercio. Il tutto a impatto zero». L'iniziativa "Abruzzo dei parchi o del petrolchimico" ha toccato le città di Vasto, Lanciano, Tollo, Chieti, Pescara e Ortona, suscitando notevole interesse. Ai convegni hanno preso parte relatori del mondo scientifico-sanitario e tecnici, che hanno affiancato Maria Rita D'Orsogna.

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