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Data: 01/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Tragedia a Ponte Vezzola, Anas sotto accusa. Chiusa l'inchiesta sul parapetto non a norma: in sette davanti al gip

Un camion cisterna precipitò nel fiume e l'autista morì

TERAMO. Il parapetto in cemento di Ponte Vezzola non era a norma e per questo sette persone, tra funzionari e operai del compartimento regionale dell'Anas, finiscono davanti al gip. La procura ha chiuso l'inchiesta sull'incidente avvenuto nell'agosto del 2005 e nel quale morì Marcello Ciarrocchi, camionista 38enne di Ripatransone alla guida del camion cisterna di gas che precipitò dal ponte.
La procura, dopo l'avviso di conclusione delle indagini, ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio. L'accusa per tutti è omicidio colposo e omesso controllo. Ora sarà il gip, durante l'udienza preliminare, a decidere se i sette devono andare a processo o a disporre il non luogo a procedere.
Secondo l'inchiesta del sostituto procuratore Bruno Auriemma i sette, a vario titolo, non avrebbero garantito le condizioni di sicurezza per consentire la viabilità sul ponte.
L'Anas, infatti, si occupa della gestione del ponte sulla statale 81, la Teramo-Ascoli. Qualche giorno dopo la tragedia il parapetto in cemento venne sostituito su entrambi i lati con guard-rail di ferro. L'incidente avvenne nel pomeriggio del 18 agosto del 2005, proprio all'imbocco del ponte, al bivio per Castagneto. Il camion proveniva da Ascoli e viaggiava in direzione Teramo, dove era atteso per fare una consegna. Alcuni testimoni all'epoca raccontarono di aver visto il camionista fermarsi per far passare una macchina che proveniva in senso opposto. Una sosta di pochi secondi e poi il mezzo era ripartito, ma qualche istante dopo era precipitato nel letto del fiume e il conducente del mezzo era morto sul colpo.
Quel giorno molte case della zona vennero sgomberate per il timore che potessero esserci eventuali esplosioni. Nei giorni successivi all'incidente l'amministrazione comunale di Teramo si rivolse subito all'Anas per chiedere l'ampliamento del ponte, ricordando le varie proteste dei residenti della zona. Dopo l'incidente, la procura aprì un'inchiesta, affidando le indagini alla polizia stradale. Si sono susseguite varie perizie e tra queste anche quella eseguita dal tecnico nominato dalla famiglia del camionista, che si è costituita parte civile affidandosi ai legali Anna Balena del foro di Ascoli e Paolo Bagalini del foro di Fermo. Dall'incidente sono passati quasi tre anni e da allora i familiari della vittima, sposato e padre di due figli piccoli, attendono di sapere come sono andate realmente le cose quel drammatico giorno dell'incidente e, soprattutto, di sapere se la tragedia poteva essere evitata con qualche accorgimento in più.

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