«Una sciagura per il paese perdere la compagnia e lo scalo di Malpensa»
ROMA. Siamo pronti a presentare un'offerta italiana. Così Ap Holding di Carlo Toto, che controlla Air One, ha replicato al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa che l'aveva accusata di non essere riuscita insieme a Intesa SanPaolo a mettere sul tappeto una proposta credibile per Alitalia. Padoa-Schioppa ha anche ribadito la decisione di andare avanti nella trattativa in esclusiva con Air France malgrado la crisi di governo, alla vigilia di una settima decisiva per la sorte della compagnia, con martedì un primo passaggio al Tar per il ricorso presentato proprio da Air One e il giorno dopo con il Tavolo per Milano con al centro la questione del ridimensionamento di Malpensa.
Dopo l'accentuarsi delle polemiche Padoa-Schioppa è passato al contrattacco e in una intervista al Sole 24 Ore ha criticato anche la posizione di Intesa SanPaolo, partner principale di Airone e del suo amministratore delegato Corrado Passera. Ha avuto, ha detto il ministro «posizioni che lasciano stupefatti» perché «Intesa e AirOne avrebbero potuto comprare Alitalia senza alcun altro contendente in luglio, oppure fare un'offerta migliore di Air France in dicembre. Lui sa che non ci sono impegni veri, eppure in incontri e dichiarazioni ha ingenerato la sensazione che questi impegni ci fossero. Ma nelle carte che sono state presentate non ci sono. Non so neppure se gli organi collegiali della banca abbiano deliberato».
In serata la replica, contenuta in una nota di Ap Holding: «Siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del nord ma di tutta Italia». Ap Holding spiega che sta lavorando «per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la Compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa, entrambi fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia e del nostro turismo» e risponde alle accuse sulla non credibilità della proposta di acquisto di Alitalia sua e di Intesa. Il ritiro di AP Holding in luglio dalla Procedura di privatizzazione fu una «scelta obbligata» perché «nella fase di due diligence, non furono rese disponibili tutte le informazioni sostanziali riguardanti AZ Servizi (gestita da Fintecna)» che da solo è metà del gruppo Alitalia. Inoltre fu posto un termine troppo stretto per raggiungere un accordo con i sindacati, «soltanto 45 giorni per trovare un accordo con i sindacati contro i 90 richiesti e quindi le negoziazioni sarebbero dovute avvenire tra il 15 luglio ed il 30 agosto. Periodo breve, estivo e certamente non ideale per un lavoro di questo tipo». Quanto all'accusa per il mancato impegno finanziario di Passera, per AirOne «le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un'offerta vincolante». Poi, accusa a sua volta Air One, «per Alitalia non si tratta di una vendita di una società privata, ma di un'azienda il cui azionista di riferimento è pubblico e quindi criteri e modalità devono essere resi noti con trasparenza e in partenza, come era avvenuto nella procedura di inizio anno. Su questo spetterà al Tar pronunciarsi».