«Preservare il ruolo di Malpensa»
ROMA - «Siamo pronti a presentare in tempi brevi una proposta vincolante con un gruppo di imprenditori italiani: non solo del nord ma di tutta Italia». Lo afferma AirOne in risposta alle dichiarazioni di oggi del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa..
PRESERVARE MALPENSA - «In questi giorni - si legge in una nota di Ap Holding - stiamo lavorando per evitare la sciagurata perdita di due leve strategiche del Paese: la Compagnia di bandiera e lo scalo di Malpensa, entrambi fondamentali per lo sviluppo e la crescita della nostra economia e del nostro turismo. E questo non perchè una soluzione italiana sia necessariamente migliore di una straniera, ma perchè la nostra soluzione è l'unica che tutela gli interessi reali di Alitalia, dei suoi lavoratori, dei suoi azionisti, del Paese e di Malpensa». Lo scalo milanese ha per Ap Holding «un ruolo centrale».
I MOTIVI DEL RITIRO - «Non abbiamo alcun interesse, come paventato da alcuni, a danneggiare Alitalia in nessun modo, piuttosto vogliamo che sia preservata, ristrutturata e rilanciata. Il ritiro di AP Holding lo scorso 17 luglio dalla Procedura di privatizzazione fu una scelta obbligata - spiega la società replicando a quanto affermato da Padoa-Schioppa -. Innanzitutto, nella fase di due diligence, non furono rese disponibili tutte le informazioni sostanziali riguardanti AZ Servizi (gestita da Fintecna), ovvero relative a circa il 50% del Gruppo Alitalia che complessivamente impiega oltre 8 mila persone. Inoltre furono concessi ad Ap Holding soltanto 45 giorni per trovare un accordo con i sindacati contro i 90 richiesti e quindi le negoziazioni sarebbero dovute avvenire tra il 15 luglio ed il 30 agosto. Periodo breve, estivo e certamente non ideale per un lavoro di questo tipo».
ASPETTI FINANZIARI - Ap Holding precisa inoltre che «per quanto riguarda gli aspetti finanziari fino ad oggi eravamo in una fase non vincolante: le banche possono prendere impegni vincolanti solo nel contesto di un'offerta vincolante. Gli impegni assunti dalle banche internazionali che affiancano Ap Holding, valutati oggi insufficienti, erano altresì stati valutati adeguati nella prima Procedura, al punto tale che il Ministero dell'Economia e delle Finanze ammise Ap Holding alla fase finale di presentazione di una proposta vincolante. Oggi sembrerebbe non essere più così», ricorda la nota, evidenziando come «per Alitalia non si tratta di una vendita di una società privata, ma di un'azienda il cui azionista di riferimento è pubblico e quindi criteri e modalità devono essere resi noti con trasparenza e in partenza, come era avvenuto nella Procedura di inizio anno. Su questo spetterà al Tar pronunciarsi nei prossimi giorni». «L'applicazione di criteri rigorosi e la possibilità anche per Ap Holding di presentare una propria offerta vincolante nota - non implicherebbero tuttavia prolungamenti dei tempi. AP Holding potrebbe infatti presentare la propria offerta vincolante negli stessi tempi concordati per Air France-Klm», sottolinea ancora Ap Holding, osservando come «relativamente alla cessione degli slot non è chiaro il vantaggio di rilasciarli adesso, nel bel mezzo del processo di vendita di Alitalia ed in un momento dove a livello nazionale è chiaro a quasi tutti che si tratterebbe di un grave depauperamento della compagnia».