L'AQUILA. Le tecnologie attuali consentono l'uso di aeromobili in aeroporti situati in aree montuose. Il problema, secondo Umberto Corvari, direttore delle procedure volo dell'Enav, è solo quello degli investimenti. «Per poter garantire agli aerei di atterrare in qualsiasi condizione», ha detto ieri all'Aquila durante il convegno alla Carispaq sul tema "Aeroporto: strumento indispensabile di sviluppo", «occorre realizzare delle infrastrutture che hanno un costo che sale man mano che aumenta l'utilizzabilità dello scalo».
Al convegno, promosso dall'associazione aeronautica «L'AquilOne» presieduta da Corrado Ruggeri, hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble, il sindaco Massimo Cialente e il sottosegretario ai trasporti, Egidio Pedrini. «Il programma della Regione», ha detto Ginoble, «ha sempre posto tra le priorità il potenziamento delle infrastrutture per collegare meglio l'Abruzzo con il resto d'Italia. Ci dobbiamo convincere che le zone montane hanno le stesse potenzialità della costa. La Regione», ha assicurato, «farà quello che le compete per creare una rete di scali in Abruzzo, superando l'idea dell'unico aeroporto di Pescara». Nel Prit (Piano regionale dei traporti), ha ricordato l'assessore, figura anche l'aeroporto di Preturo per il quale sono disponibili finanziamenti dal 1999, «che non sono stati spesi per conflitti interpersonali».
«L'aeroporto dell'Aquila si deve fare ed anche in tempi brevi. Se un progetto dà utilità e sviluppo a un territorio, allora va portato avanti. E con i dati che mi sono stati consegnati, sono certo che l'aeroporto in questo comprensorio porterà sviluppo economico». Lo ha detto il sottosegretario ai Trasporti Egidio Pedrini, precisando che il territorio aquilano «é vivibile ed appetibile per le caratteristiche ambientali».
Intanto il Comune, ha assicurato il sindaco Cialente, ha dato mandato agli uffici tecnici di predisporre un bando per trovare un gestore. «Dovrà essere una società», ha detto, «che ci dia sicurezza. C'è bisogno di fare un grande lavoro che in questi anni non è mai stato fatto». Ruggeri, dal canto suo, ha ricordato che fino al 2003 l'Aeroclub ha ottemperato a quanto previsto dai disciplinari stipulati con la Regione che aveva concesso il finanziamento nel 1999. «Poi con il cambio di gestione» ha concluso, «c'è stata un'inversione di tendenza».