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Data: 07/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mazzocca in corsa, si va al rimpasto. Elezioni, il Pd parte da tre conferme: Marini, Lolli e Tenaglia. E in Regione si cambia

PESCARA - Non sarà facile, proprio per niente. Perchè si tratta di garantire gli uscenti, e vuoi mettere, soprattutto quelli che non ce l'hanno fatta a maturare la pensione. Ma la parola d'ordine è rinnovamento, così ha detto Goffredo Bettini per dare un segnale di novità all'elettorato stanco e demotivato, e così nelle liste per le elezioni politiche di aprile bisognerà mixare vecchio e nuovo, o meglio per dirla con Stefania Misticoni vice segretaria del Pd, «uomini, donne, territori, anime e uscenti», per l'appunto. Una parola: anche perchè il centrosinistra a questo punto una flessione la mette nel conto, colpa di Prodi ma anche del governo regionale, e chissà se sarà lieve o pesante. Inevitabile quindi la perdita di un seggio, più facilmente al Senato. Prematuro parlarne, secondo Misticoni, «mancano passaggi istruttori fondamentali». Ma alcuni tasselli sembrano ben saldi, quasi scontati. Se n'è parlato anche ieri a Roma nella riunione di Veltroni con i segretari regionali.
Primo fra tutti Franco Marini: il presidente del Senato, fallita l'esplorazione, ha manifestato l'intenzione di candidarsi in Abruzzo. Lo ha fatto già altre volte, distribuendo le sue candidature anche in altre regioni e però optando, almeno nel 2006, per la sua terra d'origine. Secondo Giovanni Lolli: il sottosegretario allo Sport l'ultima volta non venne eletto ma nel suo destino c'era comunque un incarico di governo confortato all'epoca dagli ottimi sondaggi per il governo Prodi; adesso che l'aria è cambiata, il Pd dovrà garantirgli l'elezione alla Camera o al Senato. Senza ombra di dubbio. Il terzo punto fermo è Lanfranco Tenaglia, responsabile nazionale Giustizia del partito: per l'ex magistrato è scontata la candidatura in uno dei posti blindati alla Camera o al Senato. In pole position anche Giovanni Legnini parlamentare di lungo corso che ha difeso bene l'Abruzzo durante l'iter della finanziaria. Il resto è da decidere. E così mentre Veltroni auspica un ricambio generazionale, i neoparlamentari uscenti si fanno quattro conti, pronti ad armare le artiglierie per difendere il posto a Roma. Lo farà Giorgio D'Ambrosio che di cariche ne ha cumulate a bizzeffe e non è ancora pago, e per questo ha fondato una sottocorrente al Pd proprio per mettere le cose in chiaro, non lo farà probabilmente la più mite Pina Fasciani e per questo motivo rischia di più, ingiustamente. Ma si dovrà tenere conto anche delle «anime» dice Misticoni, e le anime sono le correnti, a dispetto del richiamo veltroniano a non tenerne conto. E quindi se la vecchia Alleanza riformista che fa capo a Ottaviano Del Turco potrebbe ritentare la carta di Lamberto Quarta, ora più garantita sotto il mantello del Pd, è quasi certa la candidatura dell'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, questa volta sostenuta dal segretario del Pd Luciano D'Alfonso. «Io faccio quello che deciderà il mio partito. Ma nel caso, sarei pronto a correre sia per la Camera che per il Comune a sostegno di D'Alfonso, se lui confermerà la sua candidatura a sindaco». Una ipotesi questa che spianerebbe la strada a un rimpasto nella giunta regionale: al posto di Mazzocca potrebbe essere ruotato uno degli altri assessori regionali, magari Ginoble, oppure lo stesso Del Turco potrebbe rinunciare alla candidatura al Parlamento per un esponente della sua corrente, in cambio di un posto da assessore, sempre per uno dei suoi fedelissimi. O potrebbe farsi avanti l'ex capogruppo dei Ds Donato Di Matteo, che non ha mai nascosto l'ambizione e che di sanità si occupa parecchio. Oppure come mediazione potrebbe essere proposto il nome di un tecnico esterno, come quello del rettore dell'Aquila Ferdinando Di Orio.
E così mentre ieri è stata ufficializzata la data delle elezioni politiche, il 13 e 14 aprile, non è ancora chiaro se Di Pietro correrà nel Pd. Decisione che avrebbe contraccolpi su Pescara dove il parlamentare dell'Italia dei Valori Carlo Costantini ha annunciato la volontà di correre da solo contro Luciano D'Alfonso. Difficile che questa soluzione possa sopravvivere se Di Pietro confluirà nel Pd. E visto che Veltroni non ha raccolto l'invito di Franco Giordano a correre insieme almeno al Senato, la Sinistra in Abruzzo potrebbe schierare sia Maurizio Acerbo alla Camera che Gianni Melilla al Senato dove alle ultime elezioni è stata eletta la Menapace.
Per i sindaci e i presidenti di Provincia la strada è più difficile. Se da un lato si aspetta il decreto che gli consentirà di dimettersi entro dieci giorni, è scontato che il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente rinuncerà alla candidatura. Non si presenterà neppure Stefania Pezzopane, anche perchè L'Aquila sarebbe già ampiamente coperta da Marini e Lolli. Adesso resta ancora un passaggio da definire: la data delle elezioni. E anche da quella dipenderanno parecchie scelte.



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