E per le Politiche lista ristretta per candidati eccellenti. Si profila la fuga dalla Regione
PESCARA -Succederà, è possibile. Che il Pd a Roma corra da solo come Veltroni vuole, e invece a Pescara, dove si vota per il Comune, in tandem con la Sinistra. Una contraddizione destinata ad esplodere come una bomba soprattutto se ci sarà come è ormai certo, l'election day. La proposta è stata lanciata ieri dalla Sinistra democratica di fronte a un'assemblea compatta di duecento persone ed oggi sarà sottoposta a Rifondazione, Verdi e comunisti italiani: «Lista unica a sostegno di Luciano D'Alfonso sindaco - spiega Gianni Melilla - nonostante le scelte isolazioniste del Pd: la nostra decisione è stata assunta perchè siamo convinti che solo uniti si vince, e anche per rimarcare la contraddizione di un Pd che a Roma corre da solo per la scelta scellerata di Veltroni che consegnerà così l'Italia al centrodestra, e a Pescara potrebbe correre con noi riuscendo sicuramente a vincere». E' un'alleanza blindata quella che Sinistra democratica propone al Pd, basata su precise scelte programmatiche, e soprattutto su criteri rigidi per le alleanze: «Chi non sta con noi al primo turno non ci sta neppure al secondo», dice Oscar Buonamano per tagliare i ponti ad accordi trasformistici. Naturalmente il vicesindaco sarà espresso dalla Sinistra e il nome più accreditato è proprio quello di Melilla.
E ieri anche il coordinamento regionale del Pd ha parlato di elezioni. «I democratici abruzzesi condividono la scelta di un Pd che alle elezioni politiche nazionali vada da solo, impostando una riforma della politica che venga dal corpo elettorale - recita un documento del partito democratico - ridurre la frammentazione, restituire ai cittadini la certezza di un voto e di un coerente profilo programmatico di chi sarà chiamato a governare». Ma alle Politiche serviranno voti, tanti voti. Non fa niente che si va a votare col porcellum e che quindi le preferenze non servono. Serve però chi i voti ce li ha e li porta, alla faccia del rinnovamento. Serve chi potrà trainare il partito, visto che il Pd correrà da solo. E proprio per questo alla fine resta aperta la porta della candidatura per Stefania Pezzopane presidente della Provincia dell'Aquila: primo perchè è il presidente del Pd, e poi perchè è una delle poche donne che i voti ce li ha. Ma se deciderà di correre per la Camera dovrà dimettersi entro il 14, così come farà Veltroni da sindaco di Roma: chiaro che è un grande motivo di imbarazzo per il centrosinistra che a gran fatica è riuscito a conquistare la Provincia del capoluogo di regione. Ma il nome di Stefania Pezzopane è già stato inserito dai vertici romani del partito in una lista ristretta consegnata a Luciano D'Alfonso: contiene i nomi da candidare a qualunque costo, nei primissimi posti, insieme a quelli di Franco Marini presidente del Senato, Giovanni Lolli sottosegretario allo Sport e Giovanni Legnini relatore della finanziaria. E se da una parte le deroghe per chi ha già effettuato due legislature saranno questa volte contingentate (unica in Abruzzo per Franco Marini, che sarà capolista al Senato mentre Lolli sarà capolista alla Camera) la Pezzopane dalla sua ha due caratteristiche che la rendono appetibilissima per la corsa del Pd: è donna ed è elettoralmente forte, anche se il criterio dell'alternanza uomo-donna non è detto che sia così tassativo.
E se sulla candidatura di Bernardo Mazzocca questa volta non dovrebbe esserci il veto di Del Turco, un po' perchè il presidente vorrà giocarsi bene anche la candidatura di uno dei suoi uomini un po' perchè Mazzocca è in quota Bindi alla quale una poltrona in Parlamento tocca di diritto secondo la logica delle correnti, il problema per il centrosinistra ora è anche quello di arginare la fuga dalla giunta regionale. Dalla quale è emersa anche la candidatura dell'assessore all'Agricoltura Marco Verticelli.
E ora col profilarsi dell'election day, anche il centrodestra in cui in molti ondeggiavano tra la poltrona romana e quella di sindaco di Pescara, potrà sciogliere la prognosi e calare i nomi dei candidati.