SAN SALVO. I freni che cedono, un tonfo secco, poi un urlo. Così, nell'ennesimo incidente sul lavoro, ha perso la vita ieri mattina un autotrasportare di Furci. Antonio Argentieri, 50 anni, lavorava nella zona industriale di Piana Sant'Angelo per una ditta di autotrasporti di San Salvo. E' stato investito e ucciso dal rimorchio del Tir col quale sarebbe dovuto partire. La tragedia è avvenuta alle 13.
Secondo una prima ricostruzione, il camionista si è avvicinato all'autoarticolato parcheggiato nel piazzale della Sabatini srl. Era pronto a partire per fare una consegna, avrebbe dovuto soltanto agganciare la motrice del Tir al rimorchio. Un'operazione eseguita tante altre volte in una manciata di secondi.
Due inchieste. Antonio Argentieri ha afferrato i grossi maniglioni di metallo ma non si è accorto che il rimorchio si è sfrenato. Il mezzo gli è piombato addosso e lo ha schiacciato. Subito soccorso dai colleghi, quando è arrivato al pronto soccorso del San Pio era già morto.
Sull'accaduto ci sono due inchieste: una della Procura, l'altra dell'Ispettorato del lavoro.
I testimoni. I colleghi del cinquantenne non si danno pace: «Sembra così irreale. E' accaduto tutto in una frazione di secondi». Ai carabinieri che indagano per accertare le cause tecniche dell'incidente, hanno ripetuto che il rimorchio è scivolato contro l'autotrasportatore all'improvviso e che ad allertarli era stato proprio il rumore del mezzo in movimento. Poi, il tonfo, in parte coperto dalle urla dell'uomo.
Hanno chiamato il 118 e in attesa dell'ambulanza hanno cercato di rianimare il camionista. Argentieri, però, era privo di sensi. Respirava a fatica. Le sue condizioni sono parse subito molto gravi. E' morto durante il trasferimento in ospedale.
La notizia della disgrazia ha profondamente commosso sia gli amici sia i paesani.
La salma dell'autotrasportatore è stata ricomposta nell'obitorio del San Pio in attesa che la Procura decida se effettuare o meno l'autopsia. Alle 14 sono arrivati a Vasto i familiari della vittima per il riconoscimento. E' stata una scena straziante.
«Un gran lavoratore». Sposato con Clara Di Lisio e padre di due ragazzi, Antonio viene ricordato al suo paese come una persona estremamente gioviale. «Era un gran lavoratore, non si risparmiava. E' stato sempre una persona scrupolosa e attenta. E' davvero doloroso pensare che non c'è più», commentano i paesani davanti alla chiesa di Santa Sabina. In molti ieri si sono recati all'obitorio per dare un ultimo saluto all'amico.
La data del funerale non è stata ancora decisa. Le esequie potranno essere celebrate solo dopo la perizia necroscopica decisa dalla magistratura vastese.
Antonio Argentieri è la seconda vittima del lavoro in Abruzzo dall'inizio dell'anno. Il triste primato è proprio della provincia di Chieti ed in particolare del Vastese. Il 2008 si è infatti aperto con la morte di un imprenditore di San Severo, Massimo Marino, 33 anni, travolto da un macchinario che stava smontando nel capannone dell'ex pastificio Colantonio a Gissi.