Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.717



Data: 09/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Porto chiuso, sì al dragaggio. Il comandante della Capitaneria scrive all'Asi: «I lavori possono partire subito»

L'EMERGENZA I divieti per le navi scattati 3 giorni fa. Dal ministero il via per 35 mila metri cubi di sabbia

PESCARA. Parte un piano di emergenza per il porto chiuso alle navi per i fondali troppo bassi. Il comandante della Direzione marittima, Antonio Basile, che mercoledì scorso ha firmato l'ordinanza per vietare, per ragioni di sicurezza, l'ingresso e la manovra nello scalo alle imbarcazioni con un pescaggio superiore a 4,4 metri, ha inviato ieri una lettera al consorzio Asi Val Pescara per comunicare la decisione del ministero dell'Ambiente, pronto a sbloccare il dragaggio dei primi 35mila metri cubi di fango e sabbia nel porto canale. I soldi sono già pronti. Il consorzio Asi avrebbe disponibili circa 200mila euro sufficienti a rimuovere 20mila metri cubi di sabbia.
Si tratta di un primo passo, ma per rendere completamente sicuro lo scalo portuale servirebbe l'escavazione di almeno 100mila metri cubi. Ma i fondi per un'operazione del genere ancora non ci sono.
LA LETTERA. Vediamo che cosa dice la lettera del comandante della Direzione marittima inviata all'Asi e, per conoscenza, al ministero dell'Ambiente, ufficio territoriale del governo, Regione, Provincia, Comune, provveditorato interregionale alle opere marittime, Arta. «Si premette» si legge «che con istanza in data 21/12/2007, codesto consorzio chiedeva l'autorizzazione alla proroga del decreto in argomento, al fine di addivenire all'escavo e alla successiva immissione in mare di 35.000 metri cubi di sedimenti provenienti dall'avamposto di Pescara».
Basile prosegue: «Ciò premesso, si comunica che il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare (...) si è reso disponibile ad autorizzare il differimento richiesto. Si resta in attesa di un cortese cenno di riscontro, allo scopo di notiziare in tempi brevi il suddetto discastero, che provvederà all'emanazione di uno specifico decreto di proroga».
LE REAZIONI. La lettera ha riacceso la speranza degli operatori che si possa risolvere in tempi brevi la questione del dragaggio. «Abbiamo cercato finora di tenere tranquilli gli armatori» è stato il commento del responsabile della società Sanmar, Bruno Santori «questa tempestività è importante per poter limitare i danni alle attività economiche e al commercio, ma anche per l'immagine del porto di Pescara». Anche l'assessore al mare, Riccardo Padovano, si è detto soddisfatto per l'intervento che consente di avviare subito il dragaggio. «Ora possiamo far partire subito i lavori», ha affermato.
LA POLEMICA. Invece il consigliere di An, Luigi Albore Mascia, ha aperto una polemica politica sui ritardi del dragaggio. «Il sindaco, Luciano D'Alfonso» ha fatto notare «si prepara alla sua ennesima parata sotto le stelle con la posa della prima pietra del futuristico Ponte del mare e intanto i nostri pescherecci affondano nel fango e nella sabbia, con danni per migliaia di euro per i nostri armatori che a breve saranno costretti al blocco di ogni attività». Ha replicato l'assessore, Massimo Luciani: «Albore Mascia è come ormai tanti nel centrodestra in preda a convulsioni elettorali. Come dimenticare i blocchi stradali che i pescatori della città organizzarono negli anni di amministrazione di centrodestra per i problemi di dragaggio del fiume?».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it