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Pescara, 06/05/2026
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Data: 09/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Abruzzo, ventisei comuni al voto. Ballottaggi previsti a Pescara Sulmona e Francavilla

PESCARA. Sono 26 i comuni abruzzesi che andranno al voto a primavera per l'elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. La data sarà probabilmente la stessa delle politiche, il 13 e 14 aprile. Ma per averne la certezza bisognerà attendere il Consiglio dei ministri di giovedì prossimo che dovrà varare un maxidecreto per le elezioni politiche e indicare le procedure per le amministrative, dando il via libera al cosiddetto "election day", l'abbinamento di politiche e amministrative, che sarà poi formalizzato con un decreto del ministero dell'Interno.
Nei 26 comuni si voterà con il ballottagio solo nei tre che superano i 15 mila abitanti: Pescara, Francavilla, Sulmona. Ma al rinnovo dei consigli andranno anche centri importanti come Cepagatti e Torino Di Sangro, o Atri e Alba Adriatica, entrambe commissariate. Oppure centri politicamente sensibili, come Pianella, il cui sindaco uscente e probabile candidato è Giorgio D'Ambrosio, parlamentare e membro autorevole del Partito democratico abruzzese. Non passerà sotto traccia il voto a Roccamorice, precipitato inaspettatamente alle urne dalla crisi aperta dal capogruppo regionale del Pd Donato Di Matteo, con le dimissioni di nove consiglieri comunali, a spese del sindaco dello stesso Pd Francesco Palumbo che tornerà in campo con una propria lista civica.
Ma anche Nocciano sarà da monitorare per capire come vanno le cose nella nuova formazione di Walter Veltroni. Anche lì, come a Roccamorice, il sindaco di centrosinistra Roberto Di Gabriele, vicino a D'Ambrosio, si è dimesso per contrasti interni al Partito democratico.
Ma la grande sfida è nel capoluogo adriatico. A Pescara si gioca molto del futuro del Pd abruzzese. Qui il sindaco uscente e probabile ricandidato è il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso. Per il centrosinistra conservare la città vuol dire mettere un'ipoteca importante sulla riconquista della Regione nel 2010, perché proprio le amministrative di Pescara del 2003 sono state il primo segnale della frana che avrebbe travolto il centrodestra in Abruzzo, dando all'Unione la Regione, le quattro Province e tre dei quattro capoluoghi. Per questo il centrodestra tentenna nella scelta del candidato. E le politiche non aiutano a fare selezione, perché per i candidati più forti l'opzione parlamentare è difficile da scansare.
A Francavilla esce di scena il sindaco Roberto Angelucci, alla fine del secondo mandato. Angelucci vorrebbe sulla sua poltrona l'attuale vicesindaco Giuseppe Pellegrino. Ad Alba Adriatica le trattative tra i partiti sulla scelta del candidato sono ancora in alto mare, ma l'attenzione è alta, come testimonia anche la risposta all'iniziativa del Centro "Scegli il candidato ideale". Lunedì ad Alba è in programma un vertice tra i segretari provinciali e locali della Cdl. L'orientamento è di non far capeggiare la lista a chi ha avuto ruoli nella passata amministrazione. Aggrovigliata la situazione a Sulmona, dove sono in campo tre schieramenti. Il primo è il cosiddetto gruppo misto (Udeur, pezzi di Margherita, Socialisti, esponenti di area forzista) che si rifanno ai leader locali Dino Fasciani, Andrea Gerosolimo e Luigi Rapone. Come candidato sindaco si fa il nome del presidente regionale dei giovani industriali Fabio Spinosa Pingue, ma l'imprenditore non si è ancora pronunciato. Il centrosinistra non ha deciso, ma è certo che non ricandiderà il sindaco uscente Franco La Civita. Le trattative nel centrodestra sono bloccate dalla spaccatura dentro Forza Italia. An è alla finestra.

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