ROMA - La tutela della concorrenza e' una materia di competenza esclusiva statale, pertanto sono illegittime le norme contenute nelle leggi regionali di Liguria, Veneto e Calabria che hanno prorogato il termine per passare dall'affidamento in concessione del trasporto pubblico locale alle gare pubbliche. Lo ha deciso la Corte Costituzionale, con la sentenza n.80 depositata oggi in cancelleria. I giudici costituzionali hanno dato ragione al governo, che aveva impugnato quattro leggi regionali: per la questione relativa alla Regione Lazio la Consulta ha dichiarato cessata la materia del contendere dal momento che la legge, nel frattempo, e' stata radicalmente modificata; sono state bocciate invece le altre tre leggi che avevano prorogato la data del 31 dicembre 2006 quale termine entro cui, secondo le norme statali, devono cessare le precedenti concessioni dei servizi pubblici locali. ''La fissazione di un termine massimo entro il quale deve concludersi la fase transitoria e quindi generalizzarsi l'affidamento mediante procedure concorsuali dei servizi il trasporto locale assume un valore determinante, poiche' - si legge nella sentenza scritta dal giudice Ugo De Siervo - garantisce che si possa giungere davvero in termini certi all'effettiva apertura alla concorrenza in questo particolare settore, cosi' dando attuazione alla normativa europea in materia di liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto locale''. In base alla riforma del titolo V della Costituzione - ricorda la Consulta - la tutela della concorrenza ha ''una portata cosi' ampia da legittimare interventi dello Stato volti sia a promuovere, sia a proteggere l'assetto concorrenziale dello Stato''. Le leggi regionali impugnate, invece, sono illegittime perche' derogano a una norma ''espressiva dell'esclusivo potere del legislatore statale a tutela della concorrenza''; norma nella quale ''si individuano anche una serie di limiti e condizioni per l'eventuale intervento legislativo regionale al fine di disciplinare la fase transitoria''
Consulta: Trasporto locale. Assessore veneto,non cambia nulla
VENEZIA - ''Non cambia nulla. E' un fatto burocratico''. E' questo il commento dell'assessore regionale veneto ai Trasporti, Renato Chisso, alla decisione della Corte Costituzionale contraria alla proroga del termine per passare all'affidamento in concessione del trasporto pubblico locale alle gare pubbliche. ''Faremo una leggina di parificazione alla Finanziaria - ha aggiunto Chisso -, che da' tempo fino al 31 dicembre del 2006. In realta' noi siamo stati preveggenti quando, due anni fa, abbiamo prorogato il termine al 31 dicembre 2006 dal 31 dicembre 2005 che era previsto dalla precedente Finanziaria''.