CASALBORDINO. Tre autisti di scuolabus si ammalano e i genitori degli alunni delle elementari sono costretti ad accompagnare i figli a scuola. Un disservizio da imputare, secondo il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale, alla decisione presa dall'amministrazione comunale di non assumere personale a tempo determinato, in sostituzione di quello malato, per poter far fronte alle necessità. «Non è facile reperire autisti», replica il sindaco Remo Bello (lista civica di centrosinistra).
La querelle è scoppiata perché tre dei quattro autisti che prestano servizio in Comune si sono ammalati, costringendo le famiglie ad accompagnare i figli a scuola con mezzi propri.
«La giunta non sa far altro che ridurre il già carente personale comunale», tuona Luigi Di Cocco, capogruppo consiliare di An, «all'inizio sono stati colpiti i settori manutenzione e servizi ecologici, privati di molte unità, nonostante l'acquisto della precedente amministrazione comunale di nuovi mezzi meccanici, che ora, in mancanza di personale qualificato, giacciono inutilizzati nel magazzino. E' stato ridotto di una unità anche l'organico degli autisti scuolabus», continua il consigliere di opposizione, «e i genitori degli alunni delle elementari, pur avendo pagato il servizio, sono stati costretti ad accompagnare alle lezioni i figli con i mezzi propri». «Il sindaco dice che non ha soldi per garantire i servizi essenziali ai cittadini», conclude Di Cocco, «però trova oltre 45mila euro per pagare il direttore generale. Bello farebbe bene a tornarsene a casa per il bene di tutti».
Accuse che il sindaco rispedisce al mittente. «Non è vero che è stato ridotto l'organico degli autisti», dice Bello, «il problema si è verificato perché tre dei quattro operatori si sono ammalati. Di Cocco critica la nomina del direttore? La scelta è stata dettata dalla necessità di riorganizzare il Comune. Si inquadra in quest'ottica anche la riduzione dei dirigenti, che sono passati da sette a quattro. Erano troppi», sottolinea il capo della giunta, «ed alcuni di loro ricoprivano gli incarichi in maniera illegittima».