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Data: 12/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Srour: «Mi dimetto, ma mi dispiace». L'assessore abbandona la Giunta. A Del Turco l'interim dei Lavori pubblici

PESCARA - «Dio è morto, Marx è morto e neanch'io mi sento molto bene»: la battuta di Woody Allen ben si attaglia al momento che attraversa la Giunta regionale. Oh, per carità, qui non è morto nessuno, ma certo è che la caduta del Governo Prodi e le conseguenti elezioni politiche anticipate stanno agitando non poco vita dell'esecutivo, tra assessori con la valigia in mano per sopravvenuta candidatura e assessori di fatto già lontani per dissolvimento della vecchia Unione. Il primo caso sarà quello, assai probabile, di Bernardo Mazzocca e magari anche di Marco Verticelli, oltre che del segretario alla Presidenza della Giunta Lamberto Quarta, in gara per un posto da deputato del Pidì (ma la competizione è dura, il pollaio è affollato di galli e il timore che le poltrone disponibili saranno meno di quelle conquistate due anni fa è tangibile), il secondo è quello di Mimmo Srour, presidente regionale dell'Udeur, il partito che Clemente Mastella ha portato fuori dal centrosinistra e sta conducendo verso la sponda politica opposta.
Srour, gli interrogativi sul suo destino sono diventati il tormentone di queste settimane pre-elettorali. Insomma che fa, si dimette?
«Premesso che il mio caso personale è sganciato da quel che faranno i consiglieri Udeur con le amministrazioni locali che oggi sostengono, certo che mi dimetto. Non sono un politico attaccato alla sedia a tutti i costi».
Cosa intende per «sganciato da quel che faranno i consiglieri Udeur...»?
«La direzione regionale dell'Udeur ha deciso di onorare fino alla fine delle legislature gli impegni assunti con l'elettorato. Laddove abbiamo chiesto il voto su un programma condiviso con quello che era il centrosinistra, resteremo. Insomma i consiglieri Udeur eletti continueranno a sostenere le attuali Giunte alla Regione, alle Province, nei Comuni. E' un momento di grande confusione, non possiamo mandare tutto all'aria, sfasciare tutte le amministrazioni locali».
Traduciamo: vi state tutelando per un futuro che potrebbe portare in dote anche "grandi coalizioni" Pd-Pdl, e a quel punto aver sfasciato tutto potrebbe risultare un errore.
«Nessuno può dire cosa accadrà in futuro. Questa è una fase di transizione e, ripeto, di grande confusione. Quel che c'era non c'è più, l'Unione s'è dissolta, la Sinistra arcobaleno e il Pd non correranno insieme alle politiche, in Abruzzo il centrosinistra ha ancora una buona maggioranza alla Regione ma la situazione è in movimento. Cos'altro posso dire, che lascio a cuor leggero la Giunta regionale? Assolutamente no, non mi piace piantare un lavoro a metà, anche perchè Del Turco mi ha sempre consentito massima libertà d'azione. Non vorrei andar via, ma per coerenza devo farlo».
Beh, per non lasciare il lavoro a metà potrebbe seguire l'esempio di altri esponenti Udeur che hanno lasciato piuttosto il partito, per protesta contro Mastella che svolta a destra.
«Io sono stato uno dei fondatori dell'Udeur in Abruzzo, ne ho sempre condiviso i valori e la mia appartenenza a questo partito non è in discussione. Sono sempre stato leale con Mastella e lui lo è stato con me. Non faccio giochini, dunque mi assumo le mie responsabilità e vado via. Sono un assessore esterno del governo Del Turco, ma sono anche un fondatore dell'Udeur: per coerenza, non posso rimanere in Giunta».
E si candiderà alle politiche con il Pdl.
«Non lo so. La proposta di una candidatura c'è, non lo nascondo. Ma devo riflettere. Potrei anche prendermi un turno di riposo dalla politica».
E le dimissioni dalla Giunta? Quando le presenterà?
«Volevo farlo ieri, ma domani c'è un'importante riunione sull'acqua che voglio affrontare da assessore in carica. Poi andrò via. Con Del Turco ho già parlato. E' dispiaciuto ma mi ha capito. Lo ringrazio».
Del Turco assumerà ad interim la titolarità dell'assessorato ai Lavori pubblici ed ai Paesi del Mediterraneo. Quanto ai due consiglieri Udeur, Liberato Aceto e Augusto Di Stanisalo, stanno decidendo se sostenere la Giunta come Udeur o con un'altra denominazione.

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