ROMA - Troppe consulenze esterne, non sufficientemente motivate e senza una necessaria valutazione dei risultati in base ai costi-benefici. Il ministero dell'Economia imputa all'Anas l'eccessivo numero di consulenze affidate all'esterno tra il 2004 e il 2005 e lo fa in un rapporto contenente la ''Verifica amministrativo-contabile dell'Anas spa''. Ammontano a 2.030 - e' scritto nel rapporto stilato dal Servizio ispettivo di finanza pubblica - gli incarichi esterni affidati dall'Anas, per una spesa complessiva pari a 67.006.284 euro, tra il 2004 e il 2005, per di piu' con un picco registrano nel mese di novembre 2005. Sul totale, le consulenze di natura tecnica sono 1.898, e per queste l'Anas ha speso oltre 46 milioni di euro. ''Solo prestazioni tecniche di particolare complessita' o straordinarieta' di natura contingente potrebbero giustificare il ricorso ad affidamenti esterni'' si osserva nel Rapporto. Invece, ''il riscontrato rilevante numero di incarichi esterni fanno ipotizzare che l'Anas abbia impostato una diversa politica, procedendo sia pure in parte, all'esternalizzazione dei propri compiti istituzionali''. Inoltre, ''non sono state adeguatamente esposte le motivazioni circa l'impossibilita' da parte del personale della societa' di svolgere le prestazioni affidate all'esterno''. E ancora, secondo il Tesoro, ''non emergono in modo chiaro le motivazioni sulla necessita' degli incarichi conferiti sia i vantaggi conseguiti dall'Anas, ne' apposite valutazioni costi-benefici''. Il rapporto del ministero dell'Economia conclude con una serie di raccomandazioni alla societa' guidata da Pozzi, tra le quali ''una rivisitazione complessiva del modello di competenze, una identificazione delle prestazioni da affidare all'esterno, una mappatura delle competenze e delle risorse umane attualmente in Anas; precise e vincolanti disposizioni ai responsabili delle strutture interessate al conferimento di incarichi esterni''.