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Data: 13/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Ci regoleremo alle urne» Il fronte del «no» alla filovia minaccia rappresaglie. L'associazione Strada parco: «Dove sono i soldi per realizzare il secondo lotto?»

PESCARA. La minaccia è in fondo al comunicato: «I duemila iscritti all'associazione Strada parco e gli ottomila firmatari delle cartoline di protesta contro la realizzazione della filovia, sapranno come comportarsi alle prossime elezioni comunali».
Il fronte del «no» alla metropolitana leggera di superficie torna a farsi sentire per voce del vice presidente dell'associazione Strada parco Dante De Nardis. Si tratta di una replica al consigliere comunale del Pd Paola Marchegiani, la quale ha ripetuto che «la filovia si farà» e che quello che si avvia alla realizzazione è «solo il primo lotto» dell'intera rete filoviaria prevista per l'area metropolitana. Un calcolo sbagliato secondo De Nardis. L'associazione Strada parco cerca infatti di smontare tanto ottimismo con nuove e vecchie argomentazioni. Si ricorda infatti che con una lettera del 6 aprile scorso, il ministero del Trasporti ha informato la Gtm che «non vi è certezza alcuna della futura espansione della linea filoviaria». E ancora che «il filobus progettato Phileas, non avendo mai circolato in Italia né all'estero deve essere ancora omologato», mentre per quel che concerne le valutazioni tecniche, il ministero osserva: «La lunghezza delle banchine di fermata dovrà essere adeguata alla lunghezza del veicolo e quindi dovrà essere pari a 18 metri lungo la linea ed eventualmente a multipli di 18 metri ai capolinea». Per De Nardis questo significa «addio alle aiuole, agli alberi, alle palme. Grazie per questo regalo, cari amministratori pescaresi» conclude la nota «e non credo che dopo queste deturpazioni delle aiuole e lo scempio dei pali, dei tralicci e dei cavi elettrici sospesi, la strada parco darà "un senso di infinito non oppressivo", vero signora consigliere?».
Quindi la minaccia di rappresaglie alle urne.
E il progetto della filovia? «Va avanti», assicura il presidente della Gtm Donato Renzetti, anche se quello esecutivo non c'è ancora e nessuno si azzarda a fare previsioni sui tempi.
La Balfour Beatty Rail, che si è aggiudicata l'appalto da 35,5 milioni di euro, ha incontrato una serie di ostacoli sul suo cammino, in parte riassunti nella nota dell'associazione Strada parco e in parte confermati dallo stesso Renzetti: «Stiamo procedendo all'acquisizione delle aree da espropriare, sono già state spedite le lettere ai proprietari con le offerte economiche. Non ci sono» precisa Renzetti «ragioni politiche, ma solo questioni tecniche che si stanno risolvendo».

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