ROMA - Non si possono opporre vincoli di bilancio a chi guadagna appena mille euro e fa fatica da arrivare alla fine del mese. Partendo da questo punto fermo il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha voluto polemizzare oggi con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, che ieri aveva invitato a non farsi illusioni sulla possibilità di allargare i cordoni della borsa perché "il tesoretto non esiste".
Posizione che in realtà il responsabile delle Finanze oggi ha in parte rivisto, spiegando che la certezza sull'extragettito si avrà solo "tra un mese" quando "uscirà la relazione unificata sull'economia e sulla finanza". "Solo il quel momento - ha spiegato - noi al ministero avremo un quadro aggiornato sui conti. Prima di allora non possiamo pronunciarci". Parlare di ridistribuzione, ha aggiunto, è quindi "perfettamente legittimo, ma solo entro i vincoli fissati nel programma di stabilità". Parlando da Bruxelles, Padoa-Schioppa ha annunciato anche che il Consiglio Ecofin "ci dà la
certezza che l'Italia a maggio sarà esentata dalla procedura di deficit eccessivo".
Il problema però secondo Bertinotti non cambia. "Non sono impugnabili limiti di bilancio - ha sottolineato - contro la questione fondamentale di chi con mille euro non arriva alla fine del mese" perché "ci sono delle risorse economiche" da dedicare a un intervento sui salari. "Si poteva fare nella scorsa Finanziaria, o subito dopo - ha insistito Bertinotti - e si potrà fare in futuro".
Sempre dalla sinistra radicale parla il minsitro Ferrero, secondo il quale "Padoa-Schioppa in questi due anni ha regolarmente sbagliato i conti per difetto; non bisogna aspettare giugno per distribuire l'extragettito, a metà merzo avremo già i conti esatti. E l'articolo 1 comma della Finanziaria già prevede come distribuire queste risorse, occorre fare un decreto per distruibuirle attraverso una riduzione del carico fiscale".
Ancora più dura dopo le parole di Padoa-Schioppa la risposta dei sindacati. Sul "tesoretto", ha messo in guardia il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, non si discute: "E' la priorità da cui non si può prescindere". "Per il sindacato - ha aggiunto - non cambia nulla. Ed è imbarazzante e singolare che nonostante sia stato sfiduciato il governo presenti comunque le sue divisioni".
Critica anche la Cisl, che attraverso il leader Raffaele Bonanni chiede l'immediata restituzione fiscale dell'extra gettito a lavoratori e pensionati. "Noi non crediamo al ministro Padoa-Schioppa che troppe volte ha detto una cosa e poi ci ha fatto trovare di fronte un'altra", ha detto il segretario nazionale. "A noi - ha detto ancora Bonanni - risulta che l'extragettito ammonti a più di 10 miliardi di euro ed ecco perché riteniamo un errore non averlo redistribuito a lavoratori e pensionati".