PESCARA. «Abbiamo pochi giorni per presentare al Governo un piano concreto che eviti nuove tasse». L'assessore Bernardo Mazzocca è lapidario. Ha appena lasciato il ministero dell'Economia dove c'era la verifica delle proposte dei piani di rientro dal deficit sanitario. «Un piano», racconta Mazzocca, «che renda la sanità abruzzese di qualità, con servizi e strutture migliori, che abbia conti in equilibrio, che non crei voragini nei conti della Regione».
Il ruolino di marcia dell'assessore Mazzocca per evitare nuove tasse ha tempi strettissimi.
Assessore, allora cosa ci aspetta in Abruzzo?
«So quello che aspetta la Regione. Ossia dobbiamo lavorare sodo e rapidamente. Mi auguro che già questa mattina la Commissione regionale dia il via libera al pacchetto di iniziative di riordino del sistema sanitario. Martedì poi tocca al Consiglio regionale varare i provvedimenti che presenteremo al Governo».
Se i provvedimenti saranno approvati dal Consiglio cosa accadrà?
«Torneremo a Roma. La prossima settimana ci sarà una nuova riunione. Allora il presidente Ottaviano Del Turco, l'assessore al bilancio Giovanni D'Amico ed io, illustreremo i provvedimenti. Ad ascoltarci saranno i ministri della salute, Turco e dell'economia Padoa-Schioppa».
Sarete credibili, o meglio la manovra illustrata martedì ai sindacati, riuscirà ad evitare nuove tasse per l'Abruzzo?
«Tutte le regioni in Italia hanno problemi, non solo l'Abruzzo. Con il ministro abbiamo già definito un accordo: con il Governo va formulato un patto triennale e il 2007 deve essere "l'anno zero" dal punto di vista della sanità. Le regioni vogliono essere parte attiva e rigorosa. Abbiamo fatto presente al ministro una questione di fondo: la sanità va finanziata con la fiscalità generale, non con tasse aggiuntive delle Regioni».
Assessore, torniamo all'Abruzzo. Cosa farete per ridurre spese e sprechi?
«In linea generale seguiremo le indicazioni dell'Agenzia sanitaria regionale. Ad esempio prevediamo una riduzione del 13% dei ricoveri ordinari e di quelli in day hospital medico, per l'abbattimento del tasso di ospedalizzazione dal 249 al 220 per mille. E' calcolato un risparmio di spesa di circa 84 milioni di euro, di cui 16 nel privato. Un ulteriore risparmio, tra i 19 ed i 39 milioni di euro, può derivare dalla riduzione del 5-10% della spesa per l'acquisto dei beni e servizi. Risparmi poi sono attesi, per quanto riguarda la spesa farmaceutica, dall'attuazione delle deliberazioni in materia di dispensazione diretta di medicinali costosi e di incentivazione d'uso di farmaci generici»
Lei assessore non preferisce parlare di tagli ma di riordino. Quale sarà la prima cosa che farà?
«La ridefinizione dei livelli essenziali di assistenza, questo vale per tutte le regioni. Poi un rilancio della politica degli investimenti. E, ancora, meno posti letto ma offriremo più servizi alternativi di qualità, migliorando la tecnologia sanitaria».
Tutto questo sarà fatto in pochi giorni. Pensa di farcela?
«Io ho detto dal 31 maggio del 2005 il grave stato in cui versava la sanità. Fino al 30 novembre i manager Asl dicevano che i conti erano in equilibrio, noi eravamo dubbiosi. Poi i nostri dubbi si sono avverati. Nel contempo la sostituzione di un manager ci ha comportato 5 diverse istanze di giudizio: penale, civile, amministrativo, contabile e del lavoro».
E' davvero possbile cambiare in meglio la sanità e fare risparmi?
«Si, è possibile riformare e migliore il sistema. Ripeto è un problema che riguarda tutte le regioni, anzi noi in Abruzzo siamo stati più attenti e sinceri nel portare i conti come sono, senza trucchi. Sulla sanità è possibile anche rinunciare a un pezzo di autonomia regionale. Il governo può controllare e chiedere rigore, ma la sanità rimane e sarà una questione d'interesse nazionale».