«Il tesoretto? Per lavoratori e produttività». Giù le tasse con maxisgravi per i figli. Niente larghe intese, ma aperti al confronto. Prodi: ottimo premier, coalizione sbagliata
ROMA.«Io sono per una cosa più ampia», replica Walter Veltroni a Berlusconi che la sera prima a Porta a porta aveva proposto di detassare straordinari e tredicesime. Nello stesso salotto di Vespa, il segretario del Pd propone di lavorare alla detassazione di tutta la contrattazione di secondo livello. Non solo. Lancia un «compenso minimo legale» di 1000-1100 euro al mese per i lavoratori precari. Una misura da realizzare, spiega, attraverso incentivi fiscali che il governo potrebbe concedere alle aziende che accetteranno.
Annuncia poi una piccola rivoluzione del costume politico e nello stesso tempo una sfida al Pdl: nelle liste del Pd non ci potranno essere candidati che siano stati condannati anche solo in primo grado (i candidati saranno scelti con «consultazioni nei circoli», non c'è tempo per organizzare le primarie). Annuncia che annuncerà parte dei ministri prima del voto e assicura che non ci saranno «larghe intese» dopo il voto, ma chiede un dialogo sulle riforme e un «patto di consultazione» fra i leader di maggioranza e opposizione.
«Io sto allo schema anglosassone: insieme per definire le regole e poi la sfida politica». Rivendica alla scelta «coraggiosa e coerente» di far andare il Pd da solo («anche con il rischio di lasciare lì l'8-9 per cento») il merito del cambiamento della scena politica. E assicura che «la partita è aperta», perché «i sondaggi veri dicono che nella settimana tra il 30 gennaio e il 6 febbraio abbiamo recuperato due punti, e non sono pochi».
Nello studio di Bruno Vespa, il segretario del Pd annuncia che presenterà nell'assemblea costituente di sabato «10-15 proposte forti per cambiare l'Italia». Ma più di una indicazione già la fornisce. «Non mi piace la demagogia sulle tasse», assicura. Se si promette di tagliare l'Ici (come ha fatto Berlusconi), bisogna anche dire come farlo. Ribadisce però che in Italia le tasse «si pagano troppo», conferma di puntare all'obiettivo di «pagare meno e pagare tutti» (ed è importante l'ordine) e si lascia andare a esemplificare due tipi di intervento.
Un sostegno attaverso detrazioni consistenti, «del tipo di 2500 euro per i nuovi nati», e non una volta per tutte, ma fino al raggiungimento di una certa età. Oppure assegni per gli incapienti, una sorta di sostegno alla povertà. Il secondo intervento dovrebbe riguardare invece il sostegno fiscale alle imprese, ad esempio per incentivare le donne che lavorano. Sui salari, sostiene poi, bisogna aspettare la trimestrale di cassa, «ma è ragionevole che il tesoretto ci sia e va impiegato per salari e produttività».
Sui costi della politica Veltroni lancia la propostadi cominciare ad abolire le province intanto «dove ci sono le aree metropolitane», di accorpare i Comuni con 300-400 abitanti e di dare «una bella tagliata» alle comunità montane.
Anche per quanto riguarda le riforme Veltroni lancia a Berlusconi una proposta da approvare subito, già ora: la riforma dei regolamenti parlamentari in modo che nel prossimo Parlamento possano esserci solo i gruppi delle liste che si sono presentate alle elezioni. Sarebbe una rivoluzione: non più di 5-6 gruppi. Per quanto riguarda il Pd, assicura comunque che non ci saranno apparentamenti con altri partiti oltre l'Italia dei valori di Di Pietro. Lascia le porte aperte a socialisti e radicali, ma solo a patto che entrino nelle liste del Pd e dopo le elezioni accettino di far parte dello stesso gruppo parlamentare. Perché «Di Pietro - spiega - ha annunciato che entrerà nel gruppo del Pd e progressivamente scioglierà l'Idv nel Pd». E socialisti e radicali fanno un grosso errore a non accettare.
«C'è una differenza - osserva - fra noi e il Popolo della libertà: Il Pd è un partito nuovo, nato dopo discussioni e primarie. Il Pdl è invece solo un'alleanza. Non ho capito bene se An si scioglierà o no». E comunque, aggiunge, dopo l'uscita dell'Udc il Pdl si sposta ancora a destra. Comizio finale con Prodi? «Io lo faccio con le mie idee e le mie proposte. Se c'è Prodi è utile e giusto perché è premier». Comunque «Prodi ha fatto grandi cose, è la coalizione che era sbagliata».