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Data: 15/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Speculatori in agguato sull'ex ferrovia». Il pluriministro Gaspari: non bastano vincoli, la Regione si muova

LANCIANO. «Per non spendere un soldo si fanno le Riserve e a forza di oasi non si fa niente di concreto. E non bastano vincoli. Perché gli appetiti degli imprenditori tangentari superano anche quelli». Parole di Remo Gaspari, pluriministro dell'era Dc, che con il suo stile irrompe nel dibattito sul futuro delle ex stazioni e delle aree di risulta dell'ex ferrovia.
Dopo più di due anni di attese ci sono i primi abusi, denunciati dal Centro. Auto dove c'erano binari, varchi aperti per raggiungere scogliere e calette, degrado. Tutto ciò mentre proseguono i dibattiti su che cosa fare dei 30 chilometri. La realtà è che l'ex tracciato resta di proprietà delle Ferrovie e mancano i fondi per l'acquisto.
«E' tanto difficile fare un mutuo per acquisire le aree e realizzare un'opera che rappresenterà sviluppo per l'Abruzzo e il Paese?», domanda Gaspari, «invece non è stato fatto niente perché la Regione è immobile. Un immobilismo che dura da 15 anni. Qui bisogna fare battaglie per impedire le porcherie, per evitare le cementificazioni alla faccia del territorio. Nel ?69, quand'ero ministro ai Trasporti, decisi di liberare la costa dei treni e arretrare la ferrovia. Sulla costa, da Ortona a Termoli, doveva essere creato qualche cosa di simile al percorso realizzato in Catalogna. Mi sembra che ci sia la volontà di mandare in malora un lavoro pensato 40 anni fa. Vanno bene gli accordi tra sindaci ma occorre bussare forte alle porte della Regione per spingerla ad acquistare le aree. Altrimenti ci sono rischi concreti di speculazione, al di là delle belle pensate o dei vincoli. Sai quanto ci mette un imprenditore a farsi fare un Prg per realizzare strutture ricettive. Dal ministero, ho appreso che per i terreni vi sono già moltissime domande d'acquisto».
Poi un'idea da rilanciare. Lo stesso Gaspari, in passato, l'aveva proposta nelle lettere scritte al presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e all'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico. «Vanno coinvolti tecnici di fama mondiale per approntare un progetto che cambi il volto dell'Abruzzo».

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