Il consigliere forzista accusa: atti clientelari L'assessore D'Amico: «Abbiamo seguito procedure trasparenti e condivise»
PESCARA. Il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Tagliente, ha presentato alla procura della repubblica dell'Aquila la mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore regionale al Personale Giovanni D'Amico affinché i magistrati, ha spiegato il consigliere «valutino la sussistenza di eventuali responsabilità penali sulle modalità di reclutamento del personale co.co.co in Giunta».
È la stessa mozione che Tagliente presenterà in aula per chiedere le dimissioni di D'Amico. Nei giorni scorsi il consigliere forzista aveva diffuso l'elenco dei 260 precari della Giunta regionale, un terzo dei quali assunti con contratto a progetto all'inizio della legislatura e riconfermati in attesa delle selezioni, segnalando la presenza di una ventina di nomi di parenti di funzionari e dirigenti regionali o amici di esponenti dell'attuale giunta di centrosinistra. Per Tagliente, inoltre, non risulta che siano sempre state adottate in Giunta, per le stabilizzazioni, «procedure di evidenza pubblica», dunque selezioni. Procedure, sostiene il consigliere, utilizzate in Regione, «solo a partire dal gennaio 2007, nonostante il decreto Bersani le imponesse già dall'agosto 2006». Tutto questo, ha aggiunto «mentre il presidente Del Turco e D'Amico prendono posizione nei confronti del personale dei gruppi consiliari» (il Consiglio sta discutendo sull'assunzione a tempo indeterminato di 75 precari impiegati nei gruppi politici, ndr.)
«La trasmissione alla magistratura», ha spiegato Tagliente «è un atto dovuto, perché D'Amico nel rispondere per iscritto alle mie interrogazioni aveva assicurato che a partire da gennaio 2007 il reclutamento di personale sarebbe avvenuto per selezione pubblica. Invece, dai fatti risulta il contrario e il numero dei Co.co.co. è passato dai 118 della scorsa legislatura agli attuali 260, con un incremento di 142 unità, molte delle quali legate da vincoli di parentela con politici e dipendenti regionali, anche del settore personale facente capo proprio all'assessore D'Amico».
«Questa Giunta regionale», ha spiegato l'assessore D'Amico nella sua replica, «all'indomani del suo insediamento ha ritenuto opportuno rinnovare gli incarichi sulla base delle necessità evidenziate dalla singole strutture, regolamentando la materia con atti della Giunta regionale nel novembre 2005 e ottobre 2006 di recepimento del decreto Bersani. Successivamente», ha aggiunto l'assessore, «si è perfezionato un accordo con tutte le organizzazioni sindacali territoriali sulle operazioni di stabilizzazione dei precari e verticalizzazione del personale interno che ha trovato naturale sbocco nel progetto di legge presentato in Consiglio regionale e attualmente al vaglio delle commissioni competenti. Proprio questo percorso di trasparenza e di condivisione assunto dalla direzione del personale ha fatto superare alla Regione le pratiche che venivano attuate fino al 2005 di affidamenti diretti di incarichi di lavoro soprattutto presso gli enti strumentali Arit, Arta e Asl. In nessun atto di natura decisionale, di competenza delle direzioni», ha concluso D'Amico, «si può rilevare una influenza proviene dalla Giunta regionale».