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Data: 17/02/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mazzocca, un'ora in Procura. L'assessore interrogato sul caso del documento scomparso

PESCARA - Un'ora di interrogatorio davanti al Pm Giuseppe Bellelli ieri mattina in Procura, a Pescara, per l'assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca. L'inchiesta è quella che fa da corollario a quella sulle cartolarizzazioni: il titolare del dicastero della Sanità è accusato di falso per aver soppresso o occultato documenti, vale a dire un verbale che era stato sottoscritto dai tecnici della Regione, dallo stesso assessore e dai titolari di cliniche private aderenti e non all'Aiop, nel maggio del 2006. «L'unica cosa certa -avrebbe detto Mazzocca al Pm- è che io non ho fatto sparire nessun documento, anche perchè tutto quello che era contenuto in quel verbale, finito peraltro nelle mani di tutti i partecipanti e del quale esistono copie firmate da tutti, è stato poi riportato nella legge 20 del 2006», quella che disciplina appunto i rapporti con le cliniche.
L'assessore, assistito dal suo legale, Ugo Di Silvestre, ha anche spiegato al magistrato che ogni giorno firma centinaia di documenti e non è certo lui che alla fine è tenuto a conservare quelle carte. E' una attività che riguarderà semmai dirigenti, funzionari e impiegati dell'assessorato. Non solo, avrebbe anche aggiunto che, così come accade in tutte le consultazioni, il verbale viene sottoposto al controllo delle parti per la firma, dopo che lo stesso è stato messo in bella copia, e cioè qualche tempo dopo. L'Aiop e Luigi Pierangeli, peraltro, avrebbero avanzato la richiesta di quell'originale, dando il via con la denuncia a questa inchiesta, sette mesi dopo quella riunione. Il Pm avrebbe quindi chiesto a Mazzocca di conoscere tutto l'iter che avrebbe dovuto seguire quel verbale, per andare alla ricerca di chi avrebbe potuto farlo sparire. E' infatti in questo senso che andrà avanti l'inchiesta della Procura, per risalire all'eventuale responsabile di quel "furto". Mazzocca ha poi voluto illustrare al magistrato tutto quello che ha fatto l'assessorato dal 2005 ad oggi per uscire dalla giungla senza nessuna regola in cui si trovava la sanità in Abruzzo. E dunque l'istituzione dell'Agenzia, della commissione ispettiva e dei tagli operati alle cliniche private. Per Mazzocca quello di ieri potrebbe diventare il passaggio fondamentale per uscire da questa inchiesta.
E intanto, dopo la chiusura virtuale della prima cartolarizzazione e la fase ormai avanzata della seconda, in primo piano in procura sale la terza inchiesta sulla sanità, quella sulla convenzione con alcuni istituti di credito per il pagamento dei crediti delle cliniche private. Il pool di magistrati (Trifuoggi, Bellelli, Di Florio) ha tenuto un vertice di quattro ore per pianificare questa ennesima inchiesta sulla sanità dopo aver fatto acquisire in Assessorato tutti i documenti che hanno portato alla stesura di alcune delibere sull'argomento. L'attenzione è rivolta in particolare su una prima delibera, che ebbe una vita davvero breve (4 mesi), che avrebbe però permesso al gruppo Angelini, l'unico che nel 2006 presentò i suoi crediti alla Deutsche Bank, di incassare subito 14 milioni di euro. Una delibera che venne poi modificata quasi in concomitanza con l'esplosione dell'inchiesta Fira e con l'arresto di Masciarelli che era a capo della Fira Servizi. La Procura vuole andare fino in fondo e capire perchè la Regione decise di stendere quella prima delibera e soprattutto chi ne fu il vero ispiratore. Ma intanto l'Assessorato spedisce alla stampa una nota dove dice la sua e spiega il perchè di quella deliberazione.




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