AVEZZANO. Treno in tilt e ritardi a catena sulla Roma-Pescara. Lo stop forzato a causa di un black-out sulla linea aerea. I pendolari, esasperati dai continui disagi, attaccano il governo regionale: «Del Turco ha disatteso le promesse fatte durante le elezioni».
Il blocco forzato del convoglio si è verificato intorno alle 16,10, tra la stazione di Colli di Monte Bove e quella di Carsoli. A mettere fuori uso un lungo tratto della linea aerea è stato il pantografo del convoglio che avrebbe danneggiato i cavi elettrici.
Le Ferrovie hanno immediatamento mandato una squadra di tecnici per individuare il guasto e per tamponare i disagi dei viaggiatori, bloccati sul treno, ha attivato tre pullman sostitutivi. Mezzi che hanno portato a destinazione i viaggiatori.
Le riparazioni sono state ultimate nel giro di un paio d'ore, mentre i ritardi accumulati dai passeggeri si aggirano intorno a un'ora e mezza.
L'inconveniente ha ovviamento riaperto un mare di polemiche. Le persone dirette verso la capitale, prima di riprendere la loro marcia, ma sul pullman, hanno dovuto attendere una buona mezzora. «È sempre la stessastoria» protestano in coro «arrivare in orario a destinazione è diventata una missione impossibile. Quando non sono i treni a rompersi, perché troppo vecchi e usurati per circolare, dietro l'angolo spunta sempre qualche altro inconviente». L'esasperazione per i continui disagi cresce. Il comitato ha più volte bacchettato il governo regionale invitando il presidente Del Turco a «mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale sul fronte del trasporto pubblico su rotaie». I pendolari della linea Roma-Pescara si chiedono come mai la Regione Lazio abbia provveduto ad ammodernare il parco dei convogli mentre quella abruzzese «non abbia fatto ancora nulla per andare incontro alle esigenze dei viaggiatori».
E ancora si chiedono come sia possibile far circolare una mole così alta di convogli su una linea trafficatissima provvista però solo di un binario. «Un fatto anacronistico» sostengono con l'amaro in bocca «che non può essere più tollerato».
La catena dei ritardi, ieri, si è interrrotta solo in tarda serata, quando il traffico su rotaia è tornato a circolare regolarmente.