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Data: 19/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ex ferrovia affidata in gestione ai Comuni. Si va verso l'intesa con Fs Holding in attesa dell'acquisto delle aree

Il sindaco Lapenna: «Un passo avanti contro il degrado»

VASTO. E' vicino l'accordo per la gestione dell'ex ferrovia da parte dei Comuni, in attesa della definitiva acquisizione dei terreni. Del problema, che riguarda nove centri costieri, tra cui Vasto che conta il 40% delle aree dismesse e cinque fabbricati, si è discusso ieri in Provincia nel corso di un incontro che ha registrato la partecipazione dei sindaci interessati. Si profilano due soluzioni per la gestione dei terreni: comodato d'uso o diritto di superficie. Dopo due anni di attesa qualcosa si muove per le aree di risulta oggi ridotte a un cumulo di sterpaglie e di rovi, laddove non sono presenti veri e propri abusi.
Uno scenario che contrasta in maniera stridente con la più volte annunciata volontà di utilizzare in chiave turistica i trenta chilometri di costa ancora di proprietà delle Ferrovie. Ieri, comunque, si è aperto uno spiraglio, anche dopo le ultime denunce del Centro. Nel corso dell'incontro organizzato dal presidente della Provincia Tommaso Coletti (Pd) coi rappresentanti di Fs Holding, società proprietaria delle aree di risulta, sono state avanzate soluzioni concrete per la gestione da parte dei Comuni, ipotesi che sono state condivise dalla società che tratta per conto delle Fs. «E' stato fatto un passo in avanti, prima dell'estate», commenta soddisfatto il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna (Pd), presente alla riunione insieme agli assessori Anna Suriani (Sinistra democratica) e Nicola Del Prete (Pd) e al dirigente della sezione Urbanistica, Alfonso Mercogliano.
Le ipotesi in discussione sono due: o un comodato d'uso, cioè un contratto che consente l'utilizzo gratuito delle aree dismesse con tempi che devono ancora essere definiti, o il diritto di superficie, cioè la possibilità di utilizzare i terreni per realizzare opere sul suolo in conformità a quanto previsto dal piano regolatore. «Bisogna anche stabilire i costi a carico dei Comuni che si occuperanno della gestione dell'ex tracciato», osserva Lapenna, «una cosa è certa: le aree di risulta non possono essere lasciate nello stato in cui si trovano oggi, ma hanno bisogno di manutenzione».
Questi argomenti saranno al centro di un incontro che si terrà a Vasto la prossima settimana in vista di decisioni definitive. La scelta della sede non è casuale: l'amministrazione comunale vastese (che appena insediata ha apportato una variante al Prg per vincolare l'ex tracciato ed evitare speculazioni) è in prima fila, essendo il centro costiero che detiene il 40% delle aree (752mila metri quadri), oltre a due case cantoniere (di 180 mq e 95 mq), l'ex stazione ferroviaria (1.250 mq), un magazzino merci (220 mq) e un fabbricato servizi (460 mq). Nel corso della riunione di ieri in Provincia si è anche parlato dei costi per l'acquisizione dell'ex tracciato ferroviario e delle strutture connesse, ma sulle cifre richieste dalle Ferrovie c'è il massimo riserbo da parte dei sindaci che si sono impegnati a non divulgare i relativi importi, forse per non creare allarmismi. Ed è proprio questo uno dei nodi da sciogliere alla luce dello stanziamento di un milione e mezzo di euro stanziato dalla Regione e poi cancellato. Anche se nel corso di un recente incontro che si è tenuto a Pescara l'assessore regionale Franco Caramanico (Sinistra democratica) ha rassicurato gli amministratori della Provincia, promettendo che il contributo previsto nel 2007 (e poi dirottato altrove per far quadrare il bilancio) sarebbe stato ripristinato, si vanno facendo strada altre ipotesi. Come quella relativa alla istituzione di una "tassa di scopo" di cinque euro da far pagare ai cittadini per poter racimolare i soldi necessari all'acquisto delle aree dismesse. La proposta lanciata dal sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), ha acceso un vivace dibattito. C'è chi la condivide e chi, al contrario, la boccia.

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