Servono maggiori risorse per le tratte ferroviarie regionali usate dai pendolari. Questo il senso di un ordine del giorno approvato nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni, e di cui ha parlato con i giornalisti il presidente Vasco Errani. L'ordine del giorno, ha sottolineato, "pone la questione delle risorse per le ferrovie perché questo ha una influenza decisiva sul trasporto ferroviario regionale e i servizi per i pendolari, che per noi sono una priorità". Con il governo, ha ricordato, "abbiamo fatto una intesa molto importante sul trasporto pubblico locale per la finanziaria 2008, ma occorre dare risposte anche sul tema delle ferrovie, e in questo documento chiediamo appunto un equilibrio complessivo". Nell'ordine del giorno in particolare si chiede che per il triennio 2008-2010 i trasferimenti per il trasporto pubblico d'interesse regionale e locale "siano aggiornati al tasso di inflazione e al trend di sviluppo programmato per ciascun anno del triennio, al fine di scongiurare il pericolo che sia bloccata sul nascere l'attuazione del piano industriale di Fs e di impedire che siano addirittura operati tagli rilevanti ai servizi per i pendolari, vanificando così anche i potenziamenti infrastrutturali già realizzati o in corso di realizzazione". "Nella Finanziaria 2007 - si legge ancora nell'ordine del giorno della Conferenza - lo Stato, a distanza di 10 anni, ha adeguato all'indice di inflazione le risorse assegnate al servizio ferroviario regionale reso da Trenitalia, aggiornandole da 1.384 a 1.695 milioni di Euro; ma nella Legge Finanziaria 2008 si è registrato un decremento di risorse che potrebbe determinare le condizioni per un taglio dei servizi stessi nella misura determinata da Trenitalia del 25%, e di rendere conseguentemente ingestibili e conflittuali i rapporti contrattuali tra le Regioni e il Gruppo FS". Una "riduzione dei servizi che sarebbe inammissibile e nello stesso tempo ingiustificabile, tenuto conto degli ingenti investimenti in infrastrutture programmati e in corso di realizzazione che, ove non congruamente utilizzati per incrementi di servizi medesimi, rischierebbero di rimanere fini a loro stessi" e colpirebbe "essenzialmente il trasporto di interesse regionale e locale".