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Pescara, 06/05/2026
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21/02/2008
Il Centro
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Alitalia, il Tar boccia il ricorso di Toto. No alla richiesta di AirOne per una sospensiva, Air France più vicina |
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I contatti tra la compagnia italiana e quella franco-olandese possono continuare. Formigoni: la battaglia va avanti ROMA. Superato il primo scoglio del Tar, Air France è più vicina ad Alitalia. Non è stata accolta la richiesta di AirOne di sospendere la trattativa tra le due compagnie. I giudici, che dovranno ora pronunciarsi nel merito, sono stati chiari: non solo mancano «elementi dell'irreparabilità del danno» che avrebbero giustificato un intervento d'urgenza, il ricorso di Toto pecca anche per «mancanza di fumus boni iuris». Un giudizio netto. Per due ore il collegio della Terza sezione del Tar del Lazio ha ascoltato le parti. «Sarebbe il primo caso negli ultimi venti anni in Italia di vendita di azioni pubbliche con una trattativa privata» ha sostenuto il legale di Ap Holding, la società di Carlo Toto che controlla AirOne, Angelo Clarizia. «Non siamo nella fase di cessione delle azioni del Tesoro, che avverrà successivamente secondo le regole» ha ribattuto uno dei legali di Alitalia, Marco Annoni, sottolineando che la compagnia di Toto ha partecipato alla procedura che oggi contesta: «Lo ha fatto con la piena consapevolezza del fatto che ci muovevamo in una dimensione interna ad Alitalia, ha presentato anche una seconda offerta migliorativa che è stata valutata anche se tardiva, ha detto che avrebbe lanciato un'opa sull'intero capitale, ha chiesto una trattativa in esclusiva per sei/sette settimane, e ora che è stata preferita Air France ci viene a dire che la trattativa viola le regole». Il confronto, che resta aperto in attesa della sentenza di merito, è sulla scelta del governo di lasciare ai vertici di Alitalia l'individuazione del miglior partner industriale per una integrazione. Una decisione presa dopo il fallimento di una formale gara per la privatizzazione. Per i legali di AirOne quella tra Air France e Alitalia non può essere considerata una trattativa privata tra due aziende, di fatto sarebbe una procedura di vendita della azioni in mano al Tesoro che richiederebbe una nuova formale procedura di gara perchè così «non rispetta le leggi e le regole comunitarie». Diversa la tesi di Alitalia: «E' assolutamente chiaro che la compagnia in questa fase sta facendo un suo percorso, quello di cercare di sopravvivere integrandosi con un partner industriale. Il governo ci ha detto: verifica questa possibilità per la tua sopravvivenza, poi a vendere le azioni ci penso io», ha spiegato il legale della compagnia. Quando poi verrà il momento di cedere le azioni del Tesoro «verrà fatto secondo le regole delle privatizzazioni». La fase successiva, se verrà raggiunto un accordo con Air France, prevede infatti il lancio di una offerta di scambio di azioni lanciata dai francesi alla quale il Tesoro può decidere se aderire. «Tecnicamente Air France può acquisire Alitalia anche se il Tesoro, che ha in mano il 49%, non aderisce all'ops», ha rilevato l'Avvocato dello Stato. «La battaglia per difendere il diritto dei cittadini del Nord e dell'Italia a volare in tutto il mondo proseguirà comunque» ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Formigoni, che ha giudicato aberrante la tesi esposta al Tar da Alitalia. Il fronte del Nord, in difesa del ruolo di hub di Malpensa, si è schierato anche in giudizio con la costituzione della Regione, Provincia di Varese e Comune di Milano.
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