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Data: 22/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, serve denaro fresco entro metà 2008. Malpensa prevede 1.200 esuberi. A Fiumicino i lavoratori fanno il tifo per Air France

Prato riunisce il cda e incontra il presidente della Consob all'indomani della sentenza del Tar. Air One non si arrende e andrà al Consiglio di Stato

ROMA. In una corsa contro il tempo, con il rischio di una crisi di liquidità, Alitalia conferma procedura e tempi dell'avvicinamento ad Air France. Il cda riunito dal presidente Maurizio Prato ha fatto il punto sui conti, e sulla trattativa, all'indomani dell'ordinanza del Tar che non ha accolto la richiesta di Air One di fermare la trattativa in esclusiva con Air France-Klm. Il cda ha confermato l'agenda del confronto in corso con Air France, così come resta fermo l'obiettivo dei francesi di chiudere presto l'accordo, aprire un confronto con i sindacati, ed arrivare ad una offerta definitiva entro il 14 marzo.
L'indebitamento sfiora un miliardo e 200 milioni e l'erosione della liquidità non permette di guardare molto lontano. L'obiettivo è di arrivare per metà 2008 ad una iniezione di 750 milioni di euro, possibile solo con l'ingresso di un nuovo socio perchè il Tesoro ha le mani legate dal divieto di aiuti di Stato. Di conti e trattativa ieri Prato ha parlato anche con Lamberto Cardia, presidente della Consob, con la quale c'è l'impegno a dare continui aggiornamenti «sugli sviluppi della situazione e di comunicare tempestivamente al mercato tutte le notizie rilevanti». Per il ministro dello sviluppo economico Bersani, superato lo scoglio al Tar (di cui però si attende la sentenza di merito mentre Air One annuncia ricorso al Consiglio di Stato) «le cose possono procedere», e su Malpensa «bisogna cercare atteggiamenti non demagogici ma pragmatici e sensati». Per il vicepremier Rutelli «è positivo» che ci sia un'offerta «portata avanti in modo serio» ma anche «che ci sia un'altra cordata che intende competere».
Resta intanto caldo il fronte del no all'alleggerimento dell'aeroporto di Milano Malpensa (risultato primo in Europa per puntualità), che Alitalia ha spogliato del ruolo di hub per concentrare i voli intercontinentali su Roma Fiumicino (9º per puntualità). Scelta condivisa da Air France. Per il presidente della Lombardia, Formigoni, in attesa del nuovo governo il presidente di Alitalia «farebbe un gesto di elementare correttezza ad accettare un dialogo anche con il centrodestra». Intanto il presidente della Sea (gestione aeroporti milanesi) in un'intervista a l'Espresso ipotizza 1.200 esuberi, per far fronte a 6 milioni di passeggeri e 70 milioni di proventi in meno. Dal fronte sindacale, per i leader di Cisl e Uil, Bonanni e Angeletti, sottolineano che ancora sono ignoti i contenuti della soluzione Air France.
Intanto a Fiumicino preoccupa l'allungarsi dei tempi. «Chiunque sarà il compratore di Alitalia vogliamo conoscere il piano industriale, in particolare sul futuro assetto di Az Servizi - afferma Andrea Cavola, Sdl - è necessario capire quantità e gestione degli esuberi ma non accetteremo esuberi traumatici nè esternalizzazioni nè fasi dilatatorie. Siamo disponibili al confronto, ma bisogna fare in fretta».
«Speriamo ora che la trattativa vada speditamente avanti, anche se siamo in un momento di incertezza politica - spiega un comandante di volo, 12 anni in compagnia - sono più per Air France che una cordata italiana e bisogna puntare sulla centralità di Fiumicino, non ci possiamo permettere due hub».
Infine, due hostess di terra: «Il ricorso respinto dà motivo che si vada avanti con i francesi con più serenità».

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