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Pescara, 06/05/2026
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Data: 22/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Amministrative di Pescara. Pagano rinuncia, Pdl spaccato su Masci. Riunione fiume durante la notte E D'Alfonso incontra Costantini

PESCARA. Nazario Pagano ha rinunciato a correre per fare il sindaco e il Popolo della libertà non è riuscito a trovare, almeno per il momento, un altro candidato che possa sfidare Luciano D'Alfonso. In una riunione andata avanti fino a tarda notte, il Pdl si è spaccato sul nome di Carlo Masci, che nel pomeriggio ha ricevuto da Pierferdinando Casini, al termine di una manifestazione dell'Udc ad Atri, il via libera per potersi candidare a sindaco e per fare un accordo elettorale con An e Forza Italia, forse l'unico in tutta Italia. Così, ieri il centrodestra ha vissuto la sua giornata più lunga e più difficile.
In mattinata, la notizia più importante è stata quella della rinuncia di Nazario Pagano alla candidatura a sindaco. Ma con il trascorrere delle ore la situazione è cambiata e si sono registrati nuovi fatti che hanno trasformato lo scenario politico.
Nelle stesse ore, anche nel centrosinistra c'è stata una svolta. Il sindaco, Luciano D'Alfonso, ha convocato in Comune il suo avversario politico, il deputato dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, per ricucire con lui i rapporti deterioratisi nel corso degli ultimi mesi, fino all'annuncio poi revocato di Costantini di correre da solo come candidato sindaco.
Ma torniamo al centrodestra. Questa la cronaca della giornata. A mezzogiorno, da Forza Italia è trapelata la notizia del no di Pagano, poi confermata con un comunicato. Pagano, hanno raccontato alcune fonti, non avrebbe ottenuto da Roma le garanzie sufficienti per ciò che chiedeva: una candidatura alla Camera come paracadute, in cambio della sua corsa a sindaco. Lui però ha smentito queste voci con la nota ufficiale (si veda l'articolo a fianco).
La sua rinuncia ha gettato il Popolo della libertà, Forza Italia e An, nel caos. «E ora che facciamo?», è stata la domanda che si sono posti i coordinatori di Forza Italia e An, Andrea Pastore e Lorenzo Sospiri. Poi, dopo una serie di contatti telefonici, è arrivata la decisione di convocare una riunione urgente dei vertici regionali e provinciali per le 21,30 nella sede di Forza Italia, in piazza Salotto. «La scelta si farà su due nomi» ha spiegato Sospiri «Il capogruppo Udc, Carlo Masci o il consigliere di An, Luigi Albore Mascia». Nel pomeriggio, al termine della manifestazione dell'Udc ad Atri, il leader nazionale, Pierferdinando Casini, in un incontro a quattr'occhi con Masci, ha dato l'ok al capogruppo di fare un accordo con il Pdl.
Questa decisione è subito rimbalzata a Pescara, dove gli esponenti del Pdl erano in trepida attesa. «Se Masci vuole essere il nostro candidato a sindaco deve rinunciare al simbolo dell'Udc», è stato il commento a caldo di un esponente del Popolo della libertà. «In caso contrario, l'appoggio potrebbe saltare», ha aggiunto. E la discussione dei coordinatori regionali e provinciali di An e Forza Italia è andata avanti fino a notte fonda per trovare un accordo. Ma la domanda che non ha ancora ottenuto risposta è stata questa: può il Popolo della libertà che, a livello nazionale, ha rotto i ponti con l'Udc, accordarsi a Pescara con il partito di Casini per far correre un suo candidato sindaco?

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