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Pescara, 15/05/2026
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Data: 09/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Stazione, investimenti per 2,5 milioni nel 2007». Annuncio del responsabile di Centostazioni in visita allo scalo

Sopralluogo guidato da Ermanno Ricci che denunciò il degrado

PESCARA. Eccola, la scala mobile rotta, ancora una volta. Ecco i locali chiusi da anni, inaccessibili, ecco il degrado della stazione. Ermanno Ricci indica, mostra, denuncia. Ma questa volta il suo interlocutore è Carlo De Vito, responsabile nazionale di Centostazioni, la società che gestisce gli scali ferroviari italiani, piombato da Roma per vedere di persona che cosa succede a Pescara centrale.
Dopo l'interrogazione parlamentare di Paola Pelino, il sopralluogo di De Vito è il primo segnale importante di attenzione. «Per la stazione di Pescara» annuncia il dirigente, «sono previsti interventi di riqualificazione complessiva per un ammontare di circa 2,5 milioni di euro nel 2007».
Attorno all'uomo di Centostazioni c'è una piccola folla: ci sono Licio Di Biase, segretario provinciale, e Giuseppe Bruno, consigliere comunale dell'Udeur, il partito in cui milita il consigliere comunale Ricci, figlio di ferroviere e dunque per ragioni ereditarie infastidito dalla progressiva perdita di funzioni della stazione di Pescara. Ci sono poi i funzionari di Centostazioni che attorniano De Vito e lo seguono nel suo breve itinerario.
La scala mobile ferma per il dirigente è una sorpresa, osserva infastidito, dà disposizioni. Verrà riparata al più presto. Solo il giorno prima, in una nota inviata a Ricci, De Vito aveva affermato che «dopo esser stati sottoposti a lavori di manutenzione straordinaria radicali, in corso di ultimazione, tali servizi (le scale mobili, ndr) sono attualmente funzionanti».
Ricci lo conduce quindi a vedere quello che più gli sta a cuore, i locali vuoti e blindati che si trovano su via 384 da denominare, la strada che passa di fronte alla stazione, e quelli che si trovano su via Ferrari: chiusi con grate di ferro o con blocchi di cemento armato che li rendono inutili quando di spazi qui, sottolinea Ricci, ci sarebbe moto bisogno: «Questi ambienti potrebbero ospitare gli uffici di Arpa, Gtm, uffici informazioni, Radiotaxi, e poi ancora negozi, mentre alcuni potrebbero essere adibiti a ricovero dei senza tetto». De Vito annunisce, ne parlerà con il Comune, ma per quanto riguarda la soppressione del treno Pescara-Monaco di Baviera, sottolinea, il referente è il dirigente di Trenitalia. Per quanto riguarda la stazione di Portanuova, De Vito chiarisce che l'area della fermata è ricompresa nel progetto De Cecco, approvato da Rfi (Rete ferroviaria italiana) «che prevede, tra l'altro, la realizzazione di un nuovo fabbricato e il completamento del sottopasso». «Ma una cosa l'abbiamo ottenuta» esulta Ricci, «a giorni elimineranno i blocchi di cemento armato che chiudono il rilevato ferroviario nel tratto dal fiume alla Tiburtina, a Portanuova: vi si potranno ricavare parcheggi».

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