L'Aquila. «Vedo caratteri di grande positività in questo dibattito sulla sanità, in apparenza lacerante per la coalizione, perché ha permesso di affrontare i problemi concreti e veri con i quali il cittadino è costretto a convivere ogni giorno, e di superare la fase degli slogan e degli annunci». Alfonso D'Alfonso, portavoce regionale Udeur e presidente Arpa, prende posizione sul problema sanità.
«Si è manifestata, infatti, una volontà chiara e forte di determinare le condizioni per il riequilibrio tra Abruzzo interno e costa», afferma D'Alfonso, «e in tal senso saranno strumenti decisivi il Piano sanitario regionale e il Piano di trasporti, entrambi in via di definizione. È su questo che tutti i soggetti coinvolti si devono confrontare, perché solo facendo scelte precise in tali ambiti si possono riequilibrare le aree svantaggiate».
A far scendere in campo D'Alfonso, sul problema sanità, le polemiche, anche interne al centrosinistra (è di ieri la posizione contro la Regione del segretario Ds, Pietro Di Stefano, ndr), legate all'accreditamento dei posti letto sulla riabilitazione alle cliniche private Villa Letizia dell'Aquila e Il Giardino di Popoli. «La disparità sancita dai dati sulla riabilitazione», ha spiegato D'Alfonso, «alla base della decisione del governo regionale, sono rappresentati dal fatto che l'80% dell'attività sanitaria nel settore si fa sulla costa e solo il 20% nelle zone interne. Ciò è riscontrabile anche in altri ambiti; quindi, porre fine al disequilibrio nell'erogazione dei servizi e sulla qualità degli stessi, non è un discorso rinviabile. Alla luce di ciò, dopo avere assistito non solo da lettore, ma anche da soggetto impegnato nella delicata gestione dei servizi, al dibattito su una problematica di grande significato politico e sociale, e sfumate le contrapposizioni ideologiche e politiche che hanno toccato, sia pure marginalmente, sterili questioni di campanile, non si può non sottolineare che i dati forniti dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ancora una volta mettono a nudo l'enorme disparità della qualità dei servizi sanitari, e non solo. In tal senso», ha concluso D'Alfonso, «il terreno sul quale ci si deve misurare per assicurare uguaglianza sociale e economica, è quella di offrire parità di servizi. Tra questi, in particolare nelle aree interne, il diritto alla sanità non può non essere sviluppato di pari passo con quello a una buona mobilità».