PESCARA. Pentole, piatti e stoviglie sul muretto. Poco più in là una valigia aperta, un giaciglio e pochi vestiti inumiditi. Tutt'intorno, rifiuti di ogni genere.
Non è l'immagine di un'estrema periferia metropolitana ma è quello che si può vedere a un passo dalla stazione ferroviaria centrale (nelle foto di Andrea Straccini), vicino ai binari. Per chi passa sul piano della strada, da dove è possibile raggiungere anche il parcheggio, questo accampamento è del tutto invisibile. Chi si trova a percorrere, invece, la rampa che sale verso il piano dei binari si accorge subito della discarica a cielo aperto. Il bivacco è stato scoperto per caso due giorni fa quando, in questo angolo della stazione, è scoppiato un piccolo incendio che ha richiesto l'intervento di una squadra di vigili del fuoco. I pompieri chiamati per spegnere le fiamme si sono trovati di fronte al rifugio nella discarica. È certo che in quest'area c'è un rifugio di senzatetto che vi hanno realizzato, con pochi mezzi, una cucina da campo e un dormitorio. Ci sono, infatti, pentole, piatti, resti di cibo e inoltre, nella «zona notte», abiti e coperte. Con ogni probabilità si tratta di vestiti rubati chissà dove e trasportati lì da parte di qualche disperato per proteggersi dal freddo. C'è anche un passeggino coperto da un ombrello rotto.
Un altro angolo della città, non distante dal centro, appare come una periferia disastrata. È quello che si può vedere in via Seneca, una traversa di viale D'Annunzio. In questa strada, come segnalato al Centro da un lettore, ci sono cumuli di detriti provenienti da un cantiere edile che sono stati lasciati all'aperto, «sotto al mio balcone», come segnala il cittadino. «Ho chiamato il Centro perché nessuno finora si è fatto carico di rimuoverli nonostante ripetute sollecitazioni. In mezzo a quei mucchi di calcinacci cresce l'erba e si rifugiano gli animali».
Infine, Antonio Taraborrelli segnala un «pericoloso cumulo di eternit non integro, sotto forma di amianto ondulato, che si trova a pochi metri dalla chiesa parrocchiale di Colle Pineta. La colpa non è del Comune ma di una complessa procedura per il recupero e il conferimento in una discarica specializzata. Chi lo ha lasciato lì si è reso protagonista di un gesto incivile».