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Data: 28/02/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Bertinotti: detassare tutta la retribuzione. Sinistra Arcobaleno. «Il nostro programma è alla Zapatero»

ROMA. Un manifestone di 14 punti facilmente comprensibili, «alla Zapatero». La Sinistra Arcobaleno, mentre sta ancora redigendo il testo conclusivo, presenta ai giornalisti il programma cui vuole puntare. Quattro cartelle con le ricette «per un paese più giusto e rinnovato». Franco Giordano, (Prc), Oliviero Diliberto (Pdci), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), e Cesare Salvi (Sd) in rappresentanza di Fabio Mussi, hanno illustrato gli obiettivi.
Ha fatto eco alle loro parole il leader della Sinistra Fausto Bertinotti, il quale in un'intervista televisiva, ha chiesto una detassazione di tutta la retribuzione e non solo degli straordinari, ha denunciato «il pensiero unico che pur nella differenza Pd e Pdl perseguono, mettendo a rischio la democrazia», ha posto il problema di un nuovo automatismo che indicizzi i salari legandoli all'inflazione anno per anno, ha definito perdente «il programma del Pd come quelli di Blair e Schroeder, perchè la premessa è la stessa delle destre: è il mercato, bellezza!». Secondo lui invece è «il modello economico-sociale che crea ingiustizia e quindi bisogna cambiarlo. Ci vorrà un po' più di tempo ma è l'unico modo per non essere travolti».
Il preambolo del programma della Sinistra è: «Il nostro paese è diventato più ingiusto, la maggioranza degli italiani sta peggio di prima, l'economia non va bene e i cittadini stanno perdendo fiducia nelle istituzioni e nella politica. La causa sta nel modello socio-economico basato sull'ideologia del mercato, del liberismo e del profitto». I primi tre punti del programma sono dedicati al lavoro: la sicurezza, la lotta alla precarietà, i salari e la redistribuzione del reddito. Il quarto punto riguarda la laicità, mentre il quinto riguarda diritti e libertà delle donne. Pace e disarmo sono al numero sei, mentre difesa del clima è al sette.
Il Paese ha bisogno di grandi opere e le infrastrutture sono il punto numero otto. Segue il diritto alla salute che è il punto numero nove, mentre il decimo riguarda il diritto alla casa. Gli ultimi quattro punti recuperano una «dimenticanza» del programma del Pd e chiedono anche l'approvazione di una legge sul conflitto di interessi. Poi ancora: diritto alla cittadinanza, all'istruzione, alla formazione e ricerca, al taglio dei privilegi e alle richiesta di un'informazione libera, pluralista e democratica.
Quanto alla copertura dei provvedimenti, Salvi ha risposto polemicamente: «I soldi li troviamo dove li trova Veltroni, rivolgetevi a Morando, perchè la copertura è la stessa».

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