GENOVA. Probabilmente ha perso l'equilibrio, spinto dalla spesante sbarra di ferro che stava posizionando. Ma potrebbe aver compiuto un'imprudenza, scavalcando la ringhiera di protezione della nave su cui si trovava. Sarà l'inchiesta a stabilire come è morto Fabrizio Cannonero, 39 anni, precitato la scorsa notte nel porto di Genova.
L'operaio, che lascia una compagna e una bambina di 4 anni, lavorava alle operazioni di scarico di una portacontainers quando è improvvisamente cauto sulla banchina. Un salto nel vuoto di una ventina di metri che lo ha ucciso sul colpo. E ieri, nel porto del capoluogo ligure, è scoppiata la protesta per l'ennesima tragedia. I sindacati hanno proclamato 48 ore di sciopero in tutti i porti, mentre dopo aver presidiato l'ingresso del porto circa 500 operai hanno sfilato in corteo fino alla prefettura dove si è tenuto un vertice tra il prefetto Anna Maria Cancellieri, il sindaco Marta Vicenzi e il presidente dell'autorità portuale Luigi Merlo. L'ennesima morte bianca ha riacceso i riflettori anche sui ritardi del governo, che ancora non ha approvato i decreti attuativi del testo sulla sicurezza sul lavoro.
Ancora una volta, dunque, il porto di Genova uccide. Con quello della scorsa notte sono infatti tre gli incidenti mortali avvenuti negli ultimi sei mesi, sette in dodici anni. La scorsa notte Fabrizio Cannonero stava scaricando la Mol Renaissance, una porta container battente bandiera liberiana di proprietà della compagnia giapponese Mitsui Osk. L'operaio era socio dipendente della Culmv, Compagnia unica lavoratori merci varie e stava maneggiando una «trappa», una pesante barra di metallo con cui i container vengono fissati alla coperta della nave. Un destino tragico, il suo, Cannnero, infatti, aveva cominciato a lavorare nel porto genovese al posto del padre, morto anche lui in un incidente avvenuto all'interno dello stesso scalo marittimo.
L'incidente avviene all'1,10: «Il collega era vicino al bordo della nave, vicino a una pila di container, tra lui e il vuoto c'è una ringhiera di protezione, non sappiamo se l'abbia scavalcata o sia passato nello stretto spazio che resta tra la ringhiera e il container». E' possibile anche che la sbarra di ferro attorno alla quale Cannonero stava lavorando sia rimasta impigliata in un indumento dell'uomo, trascinando con sé l'operaio che è precipitato nel vuoto.
Ieri mattina tra i portuali era forte la rabbia per l'ennesimo incidente. Mentre la magistratura provvedeva al sequestro della nave e della banchina, c'è stato un primo blocco spontaneo al terminal Sech, dove è ormeggiata la Mol Renaissance. Poi gli operai si sono diretti in corteo fin sotto la prefettura.
«Ci troviamo di fronte a un fenomeno drammatico, che nonostante gli sforzi, continua a provocare lutti», ha detto il segretario del pd Waltr Veltroni. Fausto Bertinotti ha chiesto al governo di approvare i decreti attuativi del testo sulla sicurezza.