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Pescara, 06/05/2026
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Data: 01/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Fermate dei bus, studenti a rischio. Francavilla, sono sul ciglio della Statale e senza le pensiline

PESCARA. Fermate dell'autobus non adeguatamente riparate, su un ciglio di strada troppo stretto per essere sicuro. La zona è il quartiere Pretaro di Francavilla, subito prima del confine con Pescara, alle porte della città. La segnalazione arriva da un gruppo di mamme, preoccupate per la scarsa sicurezza dei bus-stop lungo Via Nazionale Adriatica. E la recente tragedia di Fiumicino, nella quale cinque persone sono state falciate a bordo strada mentre erano in attesa dell'autobus, riporta fatalmente l'attenzione sul problema.
Le fermate a richiesta occupano tutto il territorio francavillese, dalle zone periferiche a quelle centrali. Quelle che si trovano sulla Nazionale, nel tratto per chi procede da Francavilla verso Pescara però sono scarsamente segnalate, non dispongono di marciapiede rialzato, né di pensiline che ne delimitino l'area. Con la grave possibile conseguenza di mettere in pericolo le persone che vi sostano o che scendono dai mezzi.
«Nella zona di Pretaro, il problema relativo alle fermate si fa ancora più delicato», spiega Patrizia Gasparri, insegnante e madre di un'adolescente che prende l'auto ogni giorno per andare a scuola a Pescara.
«Il nostro è un quartiere nuovo, che negli ultimi anni è cresciuto molto popolandosi di nuove famiglie. La zona, poi, non è centrale, il che rende spesso necessario spostarsi verso Pescara con i mezzi pubblici. Inoltre», continua, «un nutrito gruppo di ragazzi la mattina sosta sul bordo della nazionale nell'attesa del pullman che li porta a scuola, e rischiano così di finire investiti data l'assenza di marciapiede e di zona protetta».
La situazione è ancor più critica nei giorni di pioggia quando, non solo non ci sono pensiline per ripararsi, ma il fango sulla terra spinge i passeggeri a sporgersi maggiormente verso i margini della strada. «Siamo un bel po' di ragazzi a partire da Francavilla per andare a scuola a Pescara», commenta Francesca, giovane utente del mezzo pubblico, «eppure aspettiamo qui, quasi in mezzo alla Nazionale con le macchine che, con la fretta della mattina, non accennano a rallentare». Il problema riguarda qualunque passeggero: «Basta una svista scendendo dall'auto perché chiunque possa farsi male, commenta un'altra cittadina, non bisogna aspettare che accada qualcosa per prendere provvedimenti».
«Ci appelliamo alla società che gestisce il trasporto», conclude Gasparri, «sperando in una risoluzione del problema per la tranquillità e la sicurezza dei nostri ragazzi che vanno a scuola e per gli altri passeggeri».

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