PESCARA. Bloccato il licenziamento dei precari Asl. Un protocollo d'intesa, firmato ieri dal direttore generale dell'azienda, Antonio Balestrino e dai segretari di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fials, dà il via alla proroga di 220 contratti in scadenza oggi e nei prossimi mesi, di aumentare i compensi mensili dei lavoratori da 300 a 1.040 euro e di avviare le procedure per le assunzioni a tempo indeterminato.
«E' un accordo storico». Così lo hanno definito i sindacati, che per due anni hanno condotto una battaglia con scioperi e manifestazioni per salvare i posti di lavoro, ma anche i servizi e i reparti degli ospedali di Pescara, Penne e Popoli a rischio di chiusura per la mancanza di personale. Il primo risultato importante era stato raggiunto martedì scorso, con la firma di un protocollo tra Regione e organizzazioni dei lavoratori. Ieri, l'accordo con la Asl.
STOP AI LICENZIAMENTI. In base all'intesa raggiunta, verranno innanzitutto bloccati i licenziamenti dei 46 dipendenti Edp dei Centri unici di prenotazione di tutta la provincia. Il loro contratto scadeva ieri, ma il manager della Asl e i sindacati si sono accordati per prorogarli di sei mesi, in attesa della loro stabilizzazione. Quindi il personale trasferito nei Cup, per tamponare i licenziamenti e garantire il funzionamento degli uffici, dovrebbe tornare nei settori di appartenenza. Lo dice l'accordo. «L'azienda» si legge nel documento «si impegna a revocare le disposizioni precedentemente assunte per garantire il servizio Cup aventi ad oggetto il trasferimento interno di personale presso il medesimo servizio».
La stessa procedura di proroga verrà adottata per 220 infermieri, assistenti e tecnici con contratti in scadenza nei prossimi mesi. Nelle assunzioni («nei limiti dei posti disponibili nella dotazione organica dell'azienda Asl di Pescara», avverte l'accordo) potrebbero rientrare anche quei lavoratori già licenziati dalla Asl. «Si tratta di un ottimo contratto», ha commentato il segretario della Flp Uil, Francesco Marcucci.
TRIPLICATI GLI STIPENDI. Un altro successo dei sindacati è quello dell'aumento degli stipendi ai precari. Fino ad oggi molti infermieri, impiegati amministrativi e assistenti, hanno percepito 300 euro al mese per 6-8 ore di lavoro al giorno. Con l'accordo firmato ieri, il loro compenso lordo viene triplicato. Ecco quanto dice il documento. «Le parti concordano» è scritto «che il periodo di mantenimento in servizio del personale precario, fermo restando il titolo giuridico, è pari a sei mesi, fatte salve le successive proroghe che dovessero rendersi necessarie secondo le direttive regionali. Viene riconsiderato, in un importo lordo e onnicomprensivo pari ad euro 1.040 mensili, il trattamento economico dei collaboratori co.co. tenuto conto dei possibili effetti derivanti dal completamento del processo di stabilizzazione».
SODDISFATTI I SINDACATI. Le segreterie generali, confederali e di categoria, di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fials, hanno inviato una nota congiunta per esprimere la loro soddisfazione per l'accordo.
«E' un passo importante» hanno detto i sindacati «che apre la strada al processo di graduale stabilizzazione di infermieri, assistenti e tecnici con ripercussioni positive sulla qualità dell'offerta sanitaria».
I segretari, infine, hanno annunciato altri incontri con i vertici Asl per definire le nuove piante organiche.