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Pescara, 06/05/2026
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01/03/2008
Il Messaggero
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Alitalia, allarme sulla liquidità. In cassa restano solo 282 milioni. A gennaio sale l'indebitamento (+6,8%). I sindacati preoccupati: Air France vuole lo "spezzatino" aziendale: possibili 8.000 esuberi |
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ROMA Ora è davvero allarme rosso per Alitalia. L'indebitamento netto a fine gennaio è salito a 1.280 milioni di euro, con un incremento di 81 milioni, pari al più 6,8% rispetto al 31 dicembre del 2007 quando l'indebitamento si era fermato a 1.199 milioni. «Un risultato - ha spiegato ieri sera un comunicato del cda della compagnia - dovuto prevalentemente alla tipica stagionalità degli incassi e dei pagamenti nel mese in esame». La posizione finanziaria netta della capogruppo, sempre al 31 gennaio, era pari a 1.265 milioni di euro con un incremento dell'indebitamento di 78 milioni (+6,6%) rispetto all'analoga situazione al 31 dicembre 2007, pari a 1.187 milioni. La disponibilità di cassa, ancora a fine gennaio, era di 282 milioni, con una riduzione di 85 milioni (-23,2%) rispetto al 31 dicembre 2007 quando la liquidità era stata di 367 milioni. Fin qui le cifre nude e crude che il Consiglio di amministrazione ha trasmesso alla Consob. Come del resto fa ogni mese. Al di là dei numeri, si può stabilire che nell'arco di un mese Alitalia ha perduto più di due milioni di euro al giorno e che, se questa drammatica cadenza dovesse continuare, le resterebbero poco più di tre mesi e mezzo di vita. Cioè fino a giugno. Nel rispetto di tutte le previsioni, comunque parzialmente corrette dal quartier generale della Magliana: gennaio, generalmente, è un mese critico per tutte le aviolinee e febbraio, marzo dovrebbero far registrare una crescita del fatturato e dunque degli introiti. Certo una ricapitalizzazione ora si rende più che mai necessaria. Anzi inevitabile per ridare ossigeno alla compagnia. Operazione che dovrebbe essere sostenuta dal nuovo azionista. Cioè Air France. Ed è assai probabile che la questione sia stata affrontata mercoledì scorso a Parigi dai top manager dei due vettori, Jean Cyril Spinetta e Maurizio Prato. In cda non si sarebbe parlato dei risvolti tecnici della possibile alleanza. Bugia. Almeno secondo il leader della Filt/Cgil: «Fortunatamente - ha ironizzato, ma non troppo, Fabrizio Solari - nella capitale francese abbiamo qualche amico e qualcosa ci ha fatto sapere». Per esempio? «Che Alitalia vorrebbe rilevare soltanto alcune attività di Az Service, in particolare parte della manutenzione e parte dell'handling mentre rifiuterebbe il resto. Uno spezzatino che colpirebbe circa 8.700 lavoratori, 6.000 dei quali impegnati su Roma e Napoli». Spinetta non avrebbe offerto alternative al top manager di Alitalia: prendere o lasciare. Oltre tutto avrebbe chiesto l'avallo del sindacato prima di mettere la firma sull'acquisto della nostra ex compagnia di bandiera. Per ora, dunque, nessun incontro con le organizzazioni dei lavoratori. «A cosa servirebbe?», si chiede e chiede il numero uno della Filt/Cgil? Il presidente di Air France, deve aver fiutato l'aria e ha rinviato la sua visita in Italia. «Le preoccupazioni ci sono - ha giustificato la Uiltrasporti, smentendo parzialmente la Filt - però non ci sono elementi che possano giustificare nuovi allarmismi. La partita non è ancora chiusa».
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