L'INCHIESTA Memoria difensiva in Procura
CASOLI. Una memoria difensiva di 60 pagine consegnata alla Procura. Pagine "ricche" di date, numeri e anche nomi. Così si chiamano fuori dall'inchiesta Sangritana i periti accusati di falso. Dopo l'avviso di chiusura indagini, Danilo Di Florio e Massimo Battistella si difendono e respingono con fermezza ogni accusa.
Sono indagati insieme a Marino Ferretti, ex presidente della società regionale di trasporti e attuale consigliere comunale di An, Antonio Bianco, ex direttore generale, e Luigi Di Diego, responsabile dell'Unità rotabile territoriale.
L'inchiesta per truffa ai danni dello Stato e falso si rifersice a presunti sperperi di denaro pubblico da parte dell'ex vertice Sangritana a cavallo fra il 2002 e il 2005. Operazioni economicamente svantaggiose, come quella per l'acquisto del ramo d'azienda Staf e di vecchi bus pagati più dei nuovi («un costo non giustificato di 780mila euro», secondo il dossier della Finanza dal quale ha preso le mosse l'inchiesta della Procura). Di Florio e Battistella stilarono la perizia.
Dopo mesi accettano di raccontare al Centro, nello studio Di Florio a Casoli, la loro verità. «Siamo convinti», affermano i periti difesi dall'avvocato Camillo La Morgia, «che l'attenzione che la Procura porrà nell'esaminare la corposa memoria illustrativa depositata, unitamente alla copiosa documentazione che siamo sicuri non è stata esaminata dagli inquirenti perché non in loro possesso, porterà sicuramente ad accertare la nostra estraneità ai fatti contestati. E' sufficiente far presente che non abbiamo dato alcun parere di congruità al prezzo di acquisto che il consiglio d'amministrazione della Sangritana aveva già determinato: due milioni 950mila euro. Abbiamo ridotto notevolmente, di circa 100mila euro, il prezzo ritenuto congruo da pagare rispetto a quello deliberato dal Cda. Va evidenziato che il mandato conferitoci prevedeva espressamente di redigere la perizia, in base agli elementi forniti dalla Sangritana. Una perizia fatta in pochi giorni? Gli elementi e i documenti fornitici erano frutto di studio, controllo e valutazione da diversi mesi e inoltre lo studio Di Florio si avvale di una struttura organizzativa e di mezzi superiori e non comuni rispetto ad altri studi della provincia».
Di Florio e Battistella hanno anche chiesto di essere nuovamente interrogati dal pm Mirvana Di Serio.