L'AQUILA. «Dopo questa verifica in giunta siamo ancora più consapevoli di avere fatto la cosa giusta». Braccia conserte in difensiva, in contrasto con un eloquio fluente a tratti caustico se non divertito. Così il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco al termine del vertice sulla sanità si lancia in una sfida politica e legale.
Quindi nessuna sospensione della delibera numero 58 del 29 gennaio 2008, che ha fatto scattare gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Pescara per il presidente, sette assessori e per il segretario agli affari della presidenza, Lamberto Quarta. L'annuncio che l'esecutivo va avanti arriva alle 13.30. Quando lo stesso Del Turco spiega le decisioni prese durante la riunione della giunta straordinaria convocata per fare il punto sulla vicenda giudiziaria scaturita dalla delibera 58, che prevede la transazione di 14 milioni, nei confronti della Deutsche Bank.
«La delibera è ok» Il conclave tecnico-politico inizia alle 9.30 su un atto che permetteva, alla fine di tutti i passaggi, alla Deutsche Bank di incassare 14 milioni di crediti vantati dall'imprenditore della sanità Enzo Angelini verso la Regione.
Del Turco vuole conferme e spiegazioni così la riunione viste le implicazioni legali, è allargata al direttore dell'avvocatura regionale, al dirigente del settore bilancio e al direttore del settore sanità.
Chiariremo tutto La riunione fila liscia e non si ha notizia di contrapposizioni nè di critiche interne. Del Turco finito l'incontro si mostra sollevato, ribadisce la «totale trasparenza», delle decisioni dell'esecutivo, chiama in causa il parere del direttore dell'avvocatura regionale, Sandro Pasquali, ricorda che è stato favorevole ed è presente in allegato alla delibera 58. «C'era il rischio», commenta Del Turco, «di dover pagare non solo i 14 milioni di euro alla Deutsche Bank ma anche una cifra considerevoli di interessi. Abbiamo agito in piena conformità con le regole e saremo in grado di chiarire la vicenda non appena ce ne sarà data la possibilità».
Ossia quando lui, i sette assessori e Quarta saranno sentiti dai magistrati della Procura Pescarese che, invece, ha messo proprio la delibera 58 al centro dell'inchiesta.
«Un collage» Il presidente, inoltre, si lancia in una osservazione polemica circa la documentazione pubblicata da il Centro, articolo in cui si riporta il parere negativo dell'avvocatura regionale.
Secondo quanto in possesso del quotidiano, infatti, in un documento pubblicato ieri, lo stesso Pasquali pone dubbi sull'operazione, ne sottolinea i rischi economici a danno della Regione.
A giudizio di Del Turco, invece, Pasquali avrebbe dato un parere «esattemente il contrario», dal documento pubblicato, che il presidente bolla, forse troppo precipitosamente, come «impressionante operazione di collage in quanto si tratta solo di un passaggio del parere di quattro pagine in cui vengono esaminati tutti gli aspetti della vicenda e nella quale si giustifica il percorso della giunta».
«Non abbiamo pagato» I responsabili della direzione sanità e dell'avvocatura regionale hanno voluto spieegare anche un altro passaggio dell'operazione Regione-Deutsche Bank-Angelini. «I soldi», dicono, «non sono stati liquidati alla Deutsche Bank nonostante questa abbia un credito certificato ed accettato e le Asl che hanno aderito alla transazione, sottoscrivendola, si sono impegnate, così come prevede la delibera n. 58/2008, ad eseguire, come stanno eseguendo, i dovuti controlli sulle prestazioni rese e fatturate al fine di rilasciare la certificazione per poter provvedere al pagamento, secondo le modalità concordate con il Governo nazionale nel piano di risanamento».
Udc e Pdl accusano Le reazioni dei partiti di opposizioni alle decisioni della giunta non si sono fatte attendere. «Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria», critica l'onorevole dell'Udc, Rodolfo De Laurentiis «compito che spetta alla magistratura, ma questo fatto conferma le mie convinzioni: nell'amministrazione della sanità abruzzese manca un controllo gestionale organico». Per De Laurentiis si tratta di «una situazione», prosegue, «che vanifica, di fatto, ogni tentativo di riduzione della spesa pubblica. La Regione sta procedendo in maniera episodica e senza organicità, applicando una logica contrassegnata da facili tagli e con esito incerto rispetto all'obiettivo di ridurre la spesa».
Paolo Tancredi consigliere regionale del Partito della Libertà critica in todo la giunta.
«Al di la dell'aspetto giudiziario c'è una questione che riguarda il rapporto non chiaro con le cliniche private, il "Far West" se c'era prima rimane anche oggi», osserva Tancredi, «poi c'è un problema politico, il vice presidente della giunta regionale, Enrico Paolini, dice che non votò la delibera perchè assente, ma dovrebbe dire se lui quella delibera la condivide, altrimenti dovrebbe dimettersi».