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Pescara, 06/05/2026
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Data: 04/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Castiglione scrive ad Epifani: Perché la Cgil non mi riassume?

PESCARA. Ci sono voluti tre gradi di giudizio, e una vicenda processuale durata sei anni, perché il sindcalista Luigi Castiglione vedesse riconosciuto nel 2005 come «illegittimo e pretestuso» il licenziamento in tronco dalla Cgil di Pescara, avvenuto il 17 maggio del 1999, ma non il diritto alla riassunzione. E' lo stesso Castiglione a darne comunicazione in una lettera aperta al segretario nazionale della Cgil, Gugliemo Epifani, in cui non nasconde il proprio rancore: «Oggio io e la mia famiglia, da una grande organizzazione come la Cgil, vogliamo sapere i veri motivi del licenziamento, che ho dovuto subire ingiustamente nonostante la mia riconosciuta serietà, onestà e professionalità di sindacalista. Non riesco più a vivere» aggiunge Castiglione, «senza aver chiarito questo mio drammatico licenziamento e lasciare ai miei figli un segno storico ed unico in tutto il mondo dove un sindacalista viene licenziato ingiustamente, solo perché difendeva con tenacia i diritti dei lavoratori». Nonostante la sentenza favorevole della Cassazione, la Cgil di Pescara non avrebbe tuttavia ritenuto di applicare lo statuto dei lavoratori (articolo 18) «e di conseguenza», aggiunge Castiglione, «non sono stato riassunto. Caro segretario» conclude Casiglione «ti scrivo per risolvere e chiarire questa assurdità messa in atto dalla Cgil di Pescara, che continua a logorare sia psicologicamente che fisicamente la mia famiglia».

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