Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.714



Data: 04/03/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Candidati Pd, la notte dei lunghi coltelli. Ginoble accetta di correre per la Camera, si spacca l'asse con Del Turco

PESCARA - Nottataccia, peggio di così non poteva andare per Del Turco & c. La cena salta e la pazienza pure, perchè fino alla fine e per la precisione fino alle tre e mezza della mattina di lunedì, il presidente della Regione prova a piazzare nella testa di lista del Pd il nome del suo fedelissimo Lamberto Quarta, plenipotenziario della Regione. Non ci riuscirà. Ma anche Enrico Paolini vice di Odt si addormenta tranquillo da candidato, quarto posto in lista, sotto il cuscino la garanzia della poltrona in Parlamento e si sveglia alle otto di mattina scoprendo che in lista non c'è più: scalzato dal teramano Tommaso Ginoble e da un meccanismo di acrobazie politiche di cui non poteva prevedere la portata. Al teramano Ginoble, leader della minoranza mazzobliana del Pd, toccherà il quarto posto alla Camera, mentre Pescara prenderà il quinto, quindi nella zona fortemente a rischio con Vittoria D'Incecco e il terzo posto sicuro al Senato con Pina Fasciani. Il resto era stato già scritto da Roma: Livia Turco capolista alla Camera, poi Lolli e Tenaglia; al Senato Franco Marini capolista seguito da Legnini e Fasciani.
La notte delle candidature si consuma tutta al telefono, la trama dalfonsiana viene tessuta in giorni e giorni di trattative per fissare criteri e paletti, territori prima di tutto poi aree politiche e rappresentanze di genere, guarda avanti molto avanti D'Alfonso, fino alle prossime regionali: prende gli applausi il segretario del Pd perchè mette la firma su due liste che ufficialmente parlano di ricucitura delle due anime del partito, la maggioranza che fa capo a lui e a Franco Marini, e la minoranza dei mazzobliani e di Del Turco. Ma c'è anche molto altro: c'è l'esclusione e l'isolamento di Del Turco, c'è l'abbraccio con Ginoble e la rottura dell'asse Del Turco-Ginoble.
Ci arriva per gradi, Luciano D'Alfonso: la notte delle trattative è lunga, la soluzione sembra data dalla candidatura di una donna dalla federazione di Teramo, è quello di Anna Marcozzi, corre per il terzo posto al Senato dove dopo Marini e Legnini occorre tassativamente il nome di una donna. Con questa congiuntura il quarto posto alla Camera sarebbe andato a Pescara, con Enrico Paolini. Che va a dormire trqnquillo. Ma Del Turco si attacca al telefono, parla direttamente con Bettini, insiste per avere Quarta-quarto alla Camera o terzo al Senato. Non accetta di meno: ma Quarta è di Chieti e non è una donna, esclusa la sua candidatura alla Camera perchè avrebbe raddoppiato la rappresentanza territoriale teatina e avrebbe escluso Pescara e Teramo dalla partita. Non a caso Roma e D'Alfonso avevano messo al primo posto nei criteri per le candidature proprio la rappresentanza territoriale, Del Turco può scalpitare finchè vuole ma i criteri, proprio quei tre criteri sembrano tagliare fuori Quarta definitivamente.
E' passata mezzanotte, e alla fine di un lungo braccio di ferro Odt spunta il massimo possibile: quarto posto al Senato per Quarta, prendere o lasciare. Ci pensa su il segretario generale della regione, si consulta con i suoi e con Odt in persona, valuta gli spazi di manovra per risalire di qualche posizione nella lista: non c'è margine, gli dicono da Roma. E alla fine il rifiuto, Quarta molla e sullo sfondo si avverte pesante l'ira di Del Turco. Solo a quel punto si riapre la trattativa di D'Alfonso con Tommaso Ginoble, «mai e poi mai sarò io quello che dice no a Lamberto» diceva in giro l'assessore ai Trasporti. Ma se Lamberto si tira indietro? Ginoble ci pensa su un'oretta, si consulta anche lui con Odt e quando è sicuro che la sua candidatura non è uno sgambetto a Quarta, alla fine scioglie la riserva: alle tre e mezza di mattina accetta la candidatura al Parlamento e finisce nelle braccia di D'Alfonso. Per Teramo è una vittoria, e anche per il Pd che si assicura un traino forte per il partito. Alla sua elezione, la giunta regionale procederà al rimpasto.
Tutto apparentemente corretto, tutto si svolge lealmente e senza trucchi. Ma solo apparentemente, pensano Del Turco e Quarta: e ora non glielo toglie nessuno dalla testa che hanno voluto farli fuori. Se solo però Del Turco avesse cambiato cavallo, se soltanto avesse candidato una donna, oppure un uomo di una diversa area geografica, avrebbe potuto spuntarla: ha pagato per la sua ostinazione gli rispondono da Roma, per la sua impuntatura.
E domani a Pescara alla presentazione ufficiale delle liste, approvate ieri dal consiglio nazionale del Pd alle diciannove in punto, ci sarà la capolista alla Camera Livia Turco: un'occasione per parlare anche di sanità, tema più scottante che mai in questi giorni.


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it