CHIETI. Un sì netto, per quanto subordinato all'assoluta certezza che non ci siano pericoli per la salute pubblica. E, aggiungono i tanti contestatori dell'impianto dell'Eni, per l'integrità del prezioso patrimonio enologico e gastronomico. Il segretario provinciale della Cgil di Chieti, Michele Marchioli, anche per evitare prese di posizione comunque «soggettive», interviene sul caso del Centro oli con una lettera inviata a tutti i rappresentanti di giunta e consiglio regionali. «Così come deciso nella riunione del comitato direttivo della Cgil di Chieti del 14 dicembre 2007, si conferma il totale interesse di questa organizzazione alla realizzazione del Centro oli di Ortona», scrive Marchioli. «Lo sviluppo del porto e dell'occupazione sono fenomeni che non possono essere sottovalutati, così come le pesanti ricadute negative occupazionali che deriverebbero dalla mancata realizzazione del Centro oli stesso. L'unica motivazione, ritenuta valida da questa organizzazione, per il blocco della realizzazione del suddetto centro», specifica il dirigente della Cgil, in perfetta aderenza a una delle maggiori istanze dei contestatori, «è quella derivante da certificazioni di rischio per la salute». Intanto Confindustria di Chieti ribadisce il parere positivo alla realizzazione del Centro oli e contesta i «violenti attacchi...». Confindustria», afferma il presidente, Silvio Di Lorenzo, «sostiene le ragioni del sì e, quindi, dello sviluppo avendo una ragionevole certezza del sostenibile impatto ambientale del progetto e pretende attenzione e rispetto per quelle aziende che continuano ad operare ed investire ad Ortona tra oggettive criticità infrastrutturali e lentezze burocratiche».