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Pescara, 06/05/2026
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Data: 06/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sinistra arcobaleno si spacca. Tra Melilla e Acerbo è divorzio: Rifondazione va da sola

PESCARA. È saltato l'accordo a sinistra. Sul nome di Silvestro Profico, sostenuto da Sinistra democratica, si sarebbero infrante le speranze di rimettere insieme i pezzi della Sinistra Arcobaleno: unico caso in Italia, i quattro partiti che fanno parte della coalizione che candida alla presidenza del consiglio Fausto Bertinotti andranno con ogni probabilità separati al voto del 13 e 14 aprile.
Da una parte Sinistra democratica, dall'altra Rifondazione comunista, Comunisti italiani e verdi. Il partito di Gianni Melilla avrebbe già raggiunto un accordo con Luciano D'Alfonso, che appoggerà al primo turno: se il sindaco uscente tornerà vincitore a Palazzo di città, al presidente del consiglio comunale andrà l'incarico di vice sindaco. Un patto con il Pd che gli altri tre partiti, almeno per il momento, non riconoscono o, comunque, non considerano prioritario: al primo turno, dunque, si presenteranno con un proprio candidato sindaco che potrebbe essere Maurizio Acerbo, parlamentare uscente e leader del partito. Una candidatura non scontata: «Non è stato deciso nulla» dice Acerbo. La speranza è che l'unità sia ancora possibile: «Stiamo lavorando per presentarci come Sinistra Arcobaleno perché, in caso contrario, Pescara sarebbe l'unica città in Italia dove andiamo divisi. In questo momento c'è un irrigidimento reciproco, veniamo da esperienze diverse, noi siamo un partito di battaglia: non so come se ne possa uscire, ma per quanto ci riguarda, noi siamo disponibili anche a candidare a sindaco Gianni Melilla. Lui, però, non è interessato».
Acerbo però ammette: «Il tempo è scaduto: siamo andati oltre i tempi consentiti, ma noi lavoreremo fino all'ultimo per avere la Sinistra arcobaleno, cosa più importante dell'amore per D'Alfonso che, comunque, può essere sostenuto al secondo turno». Ieri sera Rifondazione comunista ha riunito il direttivo per tirare le fila di una situazione in stallo che sembra sempre più difficile recuperare. «Spero che le divergenze non diventino una frattura definitiva» è l'auspicio di Acerbo. Davanti a lui, perso il posto certo alla Camera a favore di Betti Leone, anche la difficile strada della candidatura al Senato dove per essere eletti è necessario che la coalizione superi la soglia dell'8 per cento.

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