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Data: 07/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Mancini: «Non mi candido più» L'assessore lascia il Comune dopo 18 anni di attività

PESCARA. Entrò in consiglio nel 1990, all'epoca del sindaco Giuseppe Ciccantelli. Adesso, dopo 18 anni ininterrotti di attività politica e amministrativa, Armando Mancini lascia il Comune. «Non mi candido», rivela l'assessore alla mobilità. Con il suo Piano traffico - che ha difeso strenuamente - è riuscito a trasformare dopo 40 anni la viabilità della città. Ha cambiato sensi unici e chiuso una rampa dell'Asse attrezzato. I suoi predecessori non erano riusciti a fare tanto. Ma ha dovuto sopportare attacchi pesantissimi dal Polo e da un folto gruppo di commercianti del centro.
Attacchi che lo hanno più volte portato a riflettere sulla possibilità di dimettersi. Ma lui ha dimostrato di avere carattere, come ce l'aveva suo padre, l'ex sindaco, Antonio Mancini. Così, non ha mollato nemmeno quando si è svolto il referendum, il primo di Pescara, per cancellare il suo Piano traffico, approvato a larga maggioranza dall'aula. E' uscito indenne da quella consultazione perché, nonostante avessero vinto i sì all'abrogazione, il numero dei votanti è stato esiguo.
Ora, come un guerriero stanco ha deciso di fermarsi. «Continuerò a fare il medico in ospedale e mi dedicherò di più alla politica, interrompendo l'attività amministrativa», dice l'assessore, passato di recente nelle file della Sinistra democratica dopo una lunga militanza, prima nel Pds e poi nei Ds.
Assessore, Mancini, perché ha deciso di non candidarsi?
«Voglio favorire il rinnovamento. E' dal 1990 che sono in consiglio comunale, come esponente della maggioranza e dell'opposizione. Nel 1992- '93, ho fatto il vice sindaco e anche l'assessore alla cultura e in quest'ultima consiliatura l'assessore al traffico e ai lavori pubblici. Mi sono reso conto che è arrivato il momento di fermarmi. Penso che il ricambio serva, perché altrimenti si rischia di perdere lo stimolo facendo sempre la stessa cosa. Ma questo non vuol dire che lascio la politica, ho 57 anni».
Quanto ha pesato il Piano traffico sulla scelta?
«Il Piano traffico non c'entra. Certo, ho passato dei brutti momenti, ma spero di avere dato prova di avere svolto correttamente il mio lavoro. I consiglieri di opposizione saranno contenti che non mi candido, ma non me ne vado certo per loro, che quando erano al governo della città hanno dato dimostrazioni modeste».
Che ricordo ha di questi 18 anni di attività amministrativa?
«E' stato un lavoro appassionante occuparsi dei problemi della città. Ho svolto questo lavoro sia nell'opposizione, che nella maggioranza. Ricordo l'inizio della mia attività amministrativa nel 1990, quando c'era Ciccantelli. Entrai in consiglio con una lista civica, Insieme per Pescara. Poi, due anni dopo, in maggioranza, fui nominato assessore alla cultura. Sono stati anni formidabili. Ma, ripeto, il mio non è un addio alla politica».
Potrebbe fare l'assessore esterno?
«No, non accetterei. Se volessi fare di nuovo l'assessore, mi candiderei».
Di che cosa si occuperà allora?
«Sto dando il mio apporto alla Sinistra democratica. Sto collaborando alla stesura del programma e darò il mio contributo alla campagna elettorale come se fossi io il candidato. Poi, in futuro, si vedrà».

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