(ANSA) - ROMA - ''E' indubbio che il normale afflusso degli introiti concessionali, a fronte della ridotta effettuazione degli investimenti, abbia creato, di fatto, consistenti disponibilita' finanziarie presso la concessionaria''. L'Authority di Vigilanza sui Lavori Pubblici ragiona cosi' sulla possibilita' che i ritardi nel piano di investimenti di Autostrade, previsti dalla convenzione con Anas, possano prefigurare ''un indebito arricchimento''. L'autorita' indica tuttavia che ''sulla base dei documenti accessibili'' non e' possibile stabilire se ci sia stata una ''utilizzazione temporanea di disponibilita' destinate agli investimenti'', e quindi, ''allo stato, stabilire se il ritardo negli investimenti previsti abbia dato luogo ad un indebito arricchimento''. L'Autorita' bacchetta anche Anas, che ''non risulta aver esercitato una specifica attivita' di stimolo e controllo preordinata ad una piu' sollecita realizzazione del piano finanziario, ne' risulta aver sollecitato una revisione del piano finanziario al fine di eventuali spostamenti degli investimenti su interventi di presumibile piu' pronta realizzazione''. Gli impegni presi da Autostrade in termini di investimenti restano validi dopo il trasferimento delle attivita' operative dalla holding ad Autostrade per l'Italia, subentrata nella convenzione nel 2003, e resta ''fermo in ogni caso'', indica una relazione inviata a Camere e Governo alla chiusura di una indagine, l'eventuale obbligo da parte di Autostrade di risarcire il danno per inadempimenti o ritardi che non siano determinati da una ''impossibilita' della prestazione derivante da causa ad essa non imputabile''