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Data: 08/03/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Piano sanitario. Di Odoardo: «Un massacro, la politica intervenga»

Un Piano massacrato. Inaccettabile. Che indigna. Sul quale, ora, ad intervenire spetta alla politica governante. E' un giudizio durissimo quello che il segretario generale della Cgil di Teramo, Giampaolo Di Odoardo, serve sulla controversa approvazione del Piano sanitario regionale. Massacrato perché «tutte le istanze salite dal territorio sono state ignorate, a volte bistrattate, snobbate, rese serve di altre scelte. Potremmo dire che l'avevamo preannunciato da tempo, e per primi, ma non servirebbe a nulla. Teramo non chiede nulla di più di quello che le spetta, non piagnucola, capisce la situazione della sanità abruzzese ma non può tollerare il disegno complessivo che la vede Cenerentola senza tutte e due le scarpette». E' questo l'attacco di Di Odoardo che poi incalza con un elenco amaro di quanto, del documento, suona penalizzante ed inaccettabile: «Il suo patrimonio immobiliare utilizzato, in gran parte, per ripianare debiti altrui invece che per rinnovare il parco tecnologico, ridurre la mobilità passiva, far sì che il "privato" non rappresenti fattore di concorrenza quanto di integrazione. I servizi di alta riabilitazione negata. Le due aziende ospedaliere universitarie a L'Aquila e Chieti che dreneranno risorse e determineranno ulteriore impoverimento e mobilità per la nostra realtà». Ce n'è anche, nelle parole del sindacalista, per «l'ente Provincia, umiliato perfino nella negazione di un semplice incontro». Un nodo, questo, che Di Odoardo bolla come «inaudito», accompagnando il tutto con l'invito a D'Agostino a «mordere, perché non basta non demordere». Ed il dito è puntato contro «il silenzio assordante dei consiglieri teramani di maggioranza che suona insultante davanti al fatto che sia stata letteralmente ignorata anche la lettera del presidente D'Agostino».







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