Nuovo socio per Az Servizi e ricapitalizzazione fino a un miliardo
ROMA - Tempo scaduto. Per otto settimane il presidente di Alitalia, Maurizio Prato ha lavorato al tavolo con Air France-Klm per giocare al meglio le ultime carte della trattativa. Ora, spera solo che l'offerta dei francesi arrivi davvero tra il 13 e il 14 marzo. Già, Prato non dà nulla per scontato. Anzi. Ma se lunedì il cda d'Oltralpe darà il via libera al dossier, il board di Alitalia e il Tesoro traghetteranno l'offerta al round più difficile, quello con i sindacati. Almeno tre i punti del piano industriale che Jean-Cyril Spinetta dovrà spiegare ai rappresentanti dei lavoratori. Primo: Spinetta metterà sul tavolo tutta la criticità della situazione di Alitalia per spiegare che il rilancio arriverà, ma non prima che sia fatto un vero risanamento. I tempi per vedere la società di nuovo in crescita non saranno così stretti, dal 2011 secondo fonti vicine alla trattativa. Nel frattempo, il risanamento richiederà anche dei sacrifici. Quali? Gli esuberi, comunque sotto la soglia dei 2 mila, potrebbero essere anche meno di quelli previsti dallo stesso Prato in Az fly. Ma il vero nodo è Az Servizi. Le attività di servizio della compagnia rappresentano, dunque, il secondo fronte caldo per Air France. Intanto, secondo Spinetta andrebbe rispettato il contratto del 2004 tra Alitalia e Fintecna (azionista di Az Servizi con il 49%) che prevedeva l'acquisizione del controllo (il 51%) da parte della holding controllata dal Tesoro. Un contratto, questo, che ha permesso la ricapitalizzazione da un miliardo di fine 2005. Il resto dell'accordo, mai rispettato anche per l'opposizione dei sindacati, prevedeva la vendita delle attività da parte della stessa Fintecna. Ma ora un riassetto delle attività raccolte nella scatola Az servizi non si può più rimandare per Air France. I servizi informatici e l'amministrazione sono già destinati ad Eads e ad Accenture. L'handling e la manutenzione leggera potrebbero essere incorporati di nuovo nel gruppo. Ma il resto, quindi la manutenzione pesante (tra cui la Atitech di Napoli e la Ams), sarebbe destinato a un nuovo socio («un operatore terzo» dice per ora il piano), pur mantenendo una partecipazione di Alitalia o della stessa Alitalia Servizi. Insomma, la strada tracciata da Spinetta anche nelle ultime riunioni sembra garantire insieme occupazione e flessibilità. Premesse «ragionevoli» per Prato. Ma per i sindacati potrebbe non bastare.
E le garanzie sull'identità nazionale? Il terzo capitolo caro ai francesi è proprio questo. La holding Air France-Klm, una public company, controllerà tre compagnie di bandiera: quella francese, quella olandese e quella italiana. Con la promessa che Alitalia manterrà marchio, logo e livrea. Insomma, conserverà la sua identità. E a garantirlo ci sarà anche la partecipazione del Tesoro nella holding a monte, poco più del 3%. Basterà? Se così non fosse potrebbe scendere in campo la stessa Fintecna rilevando quell'1,5% di Air France-Klm già di Alitalia.
Senza il consenso dei sindacati, però, Air France non andrà avanti di sicuro. Le difficoltà congiunturali, la crescita del prezzo del petrolio, i contenziosi pendenti su Alitalia hanno già reso di per sè meno appetibile l'operazione. Inoltre, dopo l'ultima fotografia dei conti, Parigi ha già messo in conto un aumento di capitale più impegnativo dei 750 milioni ipotizzati nell'offerta non vincolante (più vicina a un miliardo), da accompagnare a nuovi finanziamenti. Inoltre, non è esclusa nemmeno la possibilità di un prestito ponte, se la cassa di Alitalia dovesse finire prima di giugno. C'è un ultimo dettaglio che Prato e Spinetta spiegheranno ai sindacati al primo tavolo ufficiale. La compagnia può arrivare a giugno solo se avrà in tasca l'accettazione dell'offerta di Air France. Perchè, altrimenti, nessun cda e nessun revisore metterà la firma sulla «continuità aziendale». Non potranno più farlo.