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Data: 10/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Poco personale, corse urbane a rischio a Sulmona. Gli autisti: non possiamo garantire la copertura totale del servizio

SULMONA. Trasporto urbano a rischio paralisi. Da giovedì il numero degli autisti sarà ridotto a 11 e non potrà essere garantita la copertura totale del servizio. Gli addetti, insieme ai vertici del Comune, dovranno programmare nuovamente tutta l'attività e non è escluso che possano essere tagliate delle corse extra (quelle che collegano il centro con le frazioni, anche in orario scolastico). Gli autisti annunciano proteste e chiedono attenzione al problema in modo da evitare tagli sulle corse e quindi risparmiare notevoli disagi ai cittadini. Chiedono inoltre l'incremento dell'organico.
Da mesi, infatti, gli autisti hanno sollecitato il commissario prefettizio Luciana Crisi a convocare un incontro per affrontare il problema, ma finora non c'è stata risposta.
Così come è caduto nel vuoto l'appello lanciato dalla Cgil nelle scorse settimane. La riduzione del personale è determinata da un turn-over di pensionamenti, 4 dal 1º luglio 2007 al 13 marzo 2008, e dalla scelta di mettere in atto dei tagli nel bilancio comunale proprio nel settore trasporti. Così gli autisti da 15 resteranno in 11. Un numero decisamente troppo esiguo per garantire le oltre 130 corse giornaliere. Il trasporto urbano è suddiviso in 5 linee (A-B-C-D-E) che collegano i punti strategici della città, come stazione, cimitero e ospedale, la periferia e le frazioni con il centro storico e, inoltre, in determinati orari sono previsti collegamenti speciali tra la città e la clinica di riabilitazione San Raffaele che si trova fuori il centro abitato e tra le scuole e le strutture sportive. In questi giorni, nella ripartizione trasporti c'è molta agitazione e rabbia. «Sono mesi che chiediamo maggior attenzione al problema» sottolineano gli autisti «e adesso ci troviamo al limite. Il servizio dovrà essere ridimensionato a discapito degli utenti, mentre noi siamo costretti a lavorare in condizioni difficili rinunciando a ferie e riposi. Alcuni di noi» aggiungono «per non mettere in difficoltà i colleghi sono venuti a lavorare anche con la febbre, ma questo è inaccettabile».
La cronica carenza di personale, aggravatasi poi negli ultimi mesi, avrebbe determinato anche conseguenze negative per il Comune sul fronte economico. Da tempo, il personale in servizio può garantire soltanto il trasporto e non i controlli negli autobus. In pratica, considerando la vendita dei biglietti gli autobus urbani non sembrerebbero molto utilizzati, ma secondo gli autisti, l'utenza non è poi così bassa. Anzi, gli adetti chiedono addirittura di ampliare il servizio. «Bisognerebbe pensare a collegare meglio la stazione con la città, soprattutto nei giorni festivi, modulando le partenze degli autobus con l'arrivo dei treni» rimarcano «non è poi da escludere un collegamento con la casa di reclusione, molti familiari dei detenuti, infatti, sono costretti a raggiungere la struttura in taxi».

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