PESCARA. La sorpresa dell'ultimo minuto l'ha riservata l'Udc, piazzando Ferdinando Adornato al secondo posto della lista alla Camera Abruzzo. Retrocendendo al numero tre Rodolfo De Laurentiis. Una posizione che, salvo miracoli elettorali, mette in serio pericolo la rielezione del parlamentare marsicano. Mentre l'Italia dei Valori di Di Pietro punta forte sull'Abruzzo. E pesca in quel che resta delle truppe di Mastella. Con il consigliere regionale Augusto Di Stanislao candidato subito dopo il parlamentare Carlo Costantini. In una posizione nobile della lista Idv. La presentazione delle liste conferma le anticipazioni pubblicate ieri sul Centro: è Scelli, sulmonese ex commissario della Croce rossa, l'uomo nuovo su cui punta Berlusconi in Abruzzo col suo Pdl.
A lui è andato il numero tre della lista. Conferme per Aracu e Paola Pelino che sono piazzati nella parte alta della lista dei parlamentari del Pdl, quelli che verranno eletti, salvo improbabili tracolli elettorali.
Il Pd da alcuni giorni aveva chiuso le liste, per volere di Veltroni, con la candidatura a sorpresa di Ginoble. Tutto come anticipato. Invece, come da tradizione democristiana, la sorpresa è arrivata all'ultimo minuto nell'Udc. «Le liste? Non riusciamo a parlare con Roma, sono ore che telefoniamo ma la linea della sede del partito è sempre occupata». «La lista? Forse c'è qualche intoppo». «Adornato al posto di Cesa? Mi sembra di sì, ma non era previsto. Non sappiamo nulla». Sono ore difficili in casa dell'Udc abruzzese, il partito del candidato premier Pierferdinando Casini è percorso da una strana e negativa agitazione interna, proprio la sera magica quella dei giochi fatti, con la presentazione delle liste.
Da Roma, infatti, quando tutto doveva filare liscio come l'olio con la lista dei candidati pronta da consegnare nelle mani del segretario regionale Antonio Menna, arrivano notizie contrastanti e con il contagocce, pergiunta si tratta di brutte avvisaglie. Alla Camera l'ordine è stato sconvolto, non più il «bidente» Casini-Cesa, ossia presidente e segretario, i leader che dopo il 14 aprile se eletti sarebbero andati altrove per lasciare posto a due abruzzesi. L'elezione per il parlamentare uscente Rodolfo De Laurentiis e l'aspirante parlamentare, Carlo Masci, investito sulla carta, da una doppia rutilante candidatura Udc: alla Camera dei deputati e al Comune di Pescara come Sindaco. Ed invece alle 19.30 si fa strada la sorpresa: al secondo posto c'è Ferdinando Adornato, giornalista, ex inviato del settimanale L'Espresso, ex esponente Liberal ed ex Forza Italia, confluito di recente nell'Udc, che arriva in Abruzzo con un lasciapassare: «paracadutato» da Roma. Sarà al secondo posto quello del segretario Lorenzo Cesa, che tra l'altro è originario di un paesino a confine tra Marsica e Lazio, Arcinazzo. Difficile pensare che Adornato poi si dimetterà per far posto agli abruzzesi. Patti traditi? Nessuno osa dirlo esplicitamente ma ai telefoni le risposte dei vertici regionali dell'Udc sono vaghe, impacciate, si parla di «intoppo romano», di «mancato raccordo», «Chissà, qualche pasticcio dell'ultima ora». Muto il cellullare di De Laurentiis, parlamentare uscente, esponente della Commissione di Vigilanza Rai. Si racconta nel partito che il candidato della Marsica sarà candidato anche altrove, fuori l'Abruzzo, così come Adornato. Nel frattempo però i minuti passano e da Roma non arriva nessuna lista ufficiale. Il consigliere Mario Amicone, secondo in lista al senato, ammette «Liste? Non so bene l'ordine dei nomi. Sa tutto il segretario Menna». Il Menna si barcamena e ammette il momento convulso: «Ho chiesto i fax da Roma ma non sono arrivati. Appena so qualcosa vi chiamo». Carlo Masci è sorpreso: «Veramente», dice scusandosi, «non mi sono occupato di liste, non so nulla».