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Pescara, 15/05/2026
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Data: 10/06/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Fermare il filobus? Costa troppo» Ginoble gela la protesta dei difensori della Strada parco. Fischi all'assessore

Le battaglie di Pescara. Ieri la marcia e l'assemblea alla Regione. Per il responsabile dei trasporti è impossibile bloccare l'appalto

«L'appalto per la realizzazione della filovia non si può fermare per via delle penali troppo elevate». Così Tommaso Ginoble assessore regionale ai trasporti che ieri sera, accolto da fischi e da un clima di tensione ha chiarito la posizione della Regione in merito alla strada parco. E soprattutto ha chiamato in causa i due sindaci, Cantagallo e D'Alfonso, quali proprietari dell'ex tracciato ferroviario invitandoli ad essere chiari. In realtà lui stesso confesserà poco dopo che uno dei due lo è stato da sempre. Ed è noto che si tratta del primo cittadino di Montesilvano. Una risposta arrivata dopo una manifestazione svoltasi ieri contro la filovia. Al grido di "Salviamo la strada parco" duecento persone hanno manifestato contro la realizzazione della discussa infrastruttura. Una manifestazione che Mario Sorgentone ha definito «non di protesta ma volta a far chiarezza». Ecco spiegato anche perché qualche minuto prima che il corteo iniziasse la sfilata, Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco ha chiesto ad alcuni esponenti di Rifondazione presenti di avvolgere le bandiere contro ogni politicizzazione della sfilata. Detto fatto. Sebbene Lorenzo Di Santo abbia subito dopo ribadito «l'inutilità del filobus secondo Rifondazione che diversamente da altri partiti non si è mai mostrata ambigua». È proprio contro questa ambiguità che Sorgentone ha puntato il dito: «La strada parco è patrimonio della città e non solo dei residenti. Il sindaco D'Alfonso ogni volta che inaugura un'opera pubblica dice che deve essere necessariamente utile e ricevere il consenso pubblico. Non è il caso della filovia e per questo non capiamo perché sia il Comune che la Regione non si espongano ancora a favore o contro tale progetto». Una richiesta che poi è stata rivolta direttamente all'assessore Tommaso Ginoble e al sottosegretario Lamberto Quarta, presenti nella sala della Regione dove il corteo è arrivato alla fine della manifestazione. Ginoble ha chiarito una volta per tutte la posizione della Regione, tuttavia Sorgentone ha ribadito che «se l'opera verrà realizzata sarà la sconfitta della democrazia».
Maurizio Biondi vice presidente dell'associazione strada parco ha aggiunto: «Non è più il tempo delle parole. Ora aspettiamo i fatti. I nostri politici devono adoperarsi per bloccare un errore urbanistico, un'opera inutile che secondo un documento presentato dalla Gtm dovrebbe accogliere 800 persone l'ora, ogni giorno. Un dato assurdo che sicuramente è calato su altre realtà metropolitane e non su Pescara». Presente alla manifestazione anche Edoardo De Blasio tra i primi a ritenere che la strada parco debba essere estesa a tutta la città. «Del Turco, D'Alfonso, Ginoble - incalza De Blasio - devono dar seguito alle loro promesse e fermare quest'opera anche se si rischia di perdere 31 milioni di euro. D'altronde si è fermato il ponte sullo stretto di Messina, non vedo perché non si possa bloccare l'appalto per la filovia». Accanto a lui anche Gaetano Cuzzi assessore provinciale alle attività produttive e soprattutto esponente dello Sdi, come Silvana Prosperi segretario provinciale del partito di Del Turco che, sulla questione, si era detto contrario alla filovia. Solo a chiacchiere, mugugna la gente. Infine le richieste: «Chiediamo alla Regione - dice ancora Sorgentone - di acquisire lo studio di fattibilità del filobus che secondo noi non esiste e verificare gli obiettivi e il rapporto costi benefici».

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