Drastiche condizioni, anche sui livelli occupazionali, per l'acquisto della compagnia italiana: «Occorre l'ok anche del governo»
ROMA. Via libera del Consiglio di Stato alla vendita di Alitalia ai franco-olandesi di Air France-Klm. Il massimo organo di giustizia amministrativa ha definitamente respinto il ricorso presentato da AirOne, dopo che un'analoga sentenza era stata emessa dal Tar del Lazio. Tutto a posto dunque? Neanche un po'. Air France-Klm, infatti, pur non avendo scoperto del tutto le carte da un paio di giorni hanno fatto trapelare le loro intenzioni.
Compreranno solo dopo il via libera dei sindacati e del governo italiano. Solo fra qualche giorno si conosceranno le motivazioni della sentenza emessa dal Consiglio di Stato. La sostanza, al momento, è stata espressa in una ordinanza della IV sezione presieduta da Gaetano Trotta che lascia poco spazio al dubbio. Secondo i giudici amministrativi è da escludere che l'iter, seguito nella ricerca di mercato «gestita direttamente dalla società attraverso i propri organi, di soggetti con i quali porre in essere operazioni di integrazione idonee a garantire il risanamento e il rilancio dell'azienda», possa «aver precostituito una posizione di illegittimo vantaggio a favore di Air France-Klm».
Per sovrappiù, nell'ordinanza è scritto che la procedura «si è svolta, fino al momento dell'offerta non vincolante con modalità idonee a garantire la piena concorrenza tra i potenziali acquirenti e la parità di accesso ad ogni informazione loro utile».
Il Consiglio di Stato sottolinea anche che la questione di Malpensa è del tutto estranea alla vicenda e che sull'intera procedura a tutela della concorrenza la Ap Holding, ossia la società di partecipazione attraverso la quale Carlo Toto detiene AirOne, non ha avuto nulla da eccepire.
Se non ci fossero le turbolenze della campagna elettorale, insomma, la questione Alitalia potrebbe essere a questo punto chiusa in breve tempo. L'incertezza della politica, invece, rischia di essere il motivo per una rimessa in discussione generale. Air France-Klm, che farà conoscere venerdì la sua proposta al consiglio di amministrazione di Alitalia, secondo i giornali francesi potrebbe porre condizioni drastiche. Quelle economiche e finanziarie meritano di essere definite dolorose: un valore dell'azione ridotto rispetto alla prima offerta e un drastico intervento sull'occupazione, con tagli che potrebbero essere maggiori di quanto previsto. Non a caso la compagnia franco olandese si è cautelata, ponendo l'altro ieri alcune condizioni per così dire politiche. A fronte di un mantenimento del marchio italiano, Air France-Klm chiedono il consenso dei sindacati al piano e il via libera all'operazione del governo Prodi, se prima delle elezioni, o di chi lo sostituirà. Queste sono le uniche carte che Jean Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, è disposto a scoprire. Lasciando intendere che le condizioni vanno cambiate per concludere l'affare. Solo in questo scostamento AirOne può trovare spazio per tornare in gioco.
La via giudiziaria ormai è chiusa.