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Data: 14/03/2008
Testata giornalistica: Il gazzettino
Infortuni sul lavoro, la Cgil dà il via alla campagna-choc. Grandi manifesti con foto di incidenti mortali per richiamare l'attenzione su un dramma

Quattro immagini choc di altrettanti infortuni sul lavoro accaduti in Friuli Venezia Giulia, di cui tre mortali, tra qualche giorno campeggeranno per le strade di Udine, Pordenone, Gorizia, Trieste e Monfalcone, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza della sicurezza nei luoghi d'occupazione e sulle modalità di lavoro.
È la campagna ideata dalla Cgil regionale che è stata presentata ieri nel capoluogo friulano e che oltre ai manifesti stradali prevede una distribuzione capillare di locandine nelle aziende.«Sono fotografie forti - ha ammesso Giuliana Pigozzo, della segreteria regionale Cgil -, ma le abbiamo scelte perché percepiamo che nella nostra comunità regionale gli infortuni vengono assunti come una sorta di casualità, si mettono in conto, bisogna convivere. È un approccio che dobbiamo rimuovere».

Una iniziativa che la Cgil accompagna con due richieste, indirizzate in primo luogo alla Regione: «Il raddoppio degli organici nei servizi delle aziende sanitarie che si occupano della sicurezza - ha spiegato Pigozzo - e la redazione dell'Atlante infortunistico, uno strumento fondamentale perché attraverso esso si compie un'analisi degli eventi e ciò consente di studiare le migliori strategie e iniziative di contrasto».

Il compito di redigere l'Atlante compete alla Regione e attualmente ce n'è uno molto datato. «È dal 2002 che l'obiettivo di arrivare ad una nuova versione è inserito nelle linee programmatiche della sanità, ma ancora nulla è stato fatto», ha denunciato Pigozzo.

Dal 2003 al 2007 gli infortuni denunciati in regione sono calati, passando da 30.893 a 28.036 (i mortali da 37 a 22) e tuttavia i numeri rimangono molto elevati. Se i casi diminuiscono in alcuni settori, come per esempio in quello metalmeccanico ed edile, «in altri stanno aumentando - hanno denunciato i rappresentanti sindacali Cgil -, come nei settori del commercio e dei servizi». Inoltre, affrontando le statistiche, non si tengono in debita considerazione le malattie professionali e le nuove patologie, «che stanno crescendo in modo esponenziale - ha detto Pigozzo -, legate alla postura e alle affezioni muscolo scheletrico».

La Cgil, che ha espresso anche «forte preoccupazione» per le sorti del Testo unico sulla sicurezza varato nei giorni scorsi dal Governo e duramente criticato da Confindustria, ieri ha anche sollecitato «un rafforzamento dei controlli attraverso il coordinamento dei diversi organismi preposti. Qualche passo si è fatto - è stato detto -, ma occorre una sinergia più forte». Anche per riuscire ad intervenire efficacemente «nel mondo degli appalti e delle finte cooperative - ha specificato Paolo Roccasalva della Fiom regionale - dove si annidano le maggiori criticità. In ogni caso, in tutte le aziende occorre far passare la cultura del rispetto della persona, accanto a quello imperante della produttività e del profitto». Infatti, ha aggiunto Pigozzo, «l'innovazione e la conoscenza, di cui tanto si parla e a ragione, deve coniugarsi con la valorizzazione del lavoro».

Le aziende che l'hanno capito e hanno investito in tecnologia, in formazione e sicurezza, ha aggiunto Silvano Talotti della Filt, «sono quelle che crescono e dove ci sono i minori problemi».

L'iniziativa della Cgil giunge a pochi giorni di distanza dal protocollo d'intesa tra sindacati, Anci e Upi, per progetti tesi a prevenire quella che ormai stata definita «una tragedia quotidiana». I manifesti stradali approntati dalla Cgil saranno affissi già dalla prossima settimana a Pordenone e Gorizia, a fine marzo a Trieste e in aprile a Udine.


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